L’arte del restauro delle relazioni

0

Tempo fa ho scritto un articolo in cui parlavo di giardinaggio, di coltivazioni di rose e fiori, come metafora della coltivazione delle relazioni tra le persone, amici, parenti, conoscenti e fidanzati. Adesso invece ho deciso di condividere con voi alcuni brevi pensieri su un’altra cosa che mi appassiona tanto: il restauro.

Nei mesi scorsi ho lavorato insieme ad alcuni bravi restauratori e ho imparato tantissime cose, tecniche e non solo, perché spesso dietro ogni azione tecnica, dietro ogni lavorazione, si nasconde un insegnamento più elevato.

Il primo degli insegnamenti che ho acquisito nel mio apprendistato è che non tutto può essere restaurato; infatti un pezzo, per essere restaurato, deve essere stato concepito per durare nel tempo. Quindi, già in fase di realizzazione, l’antico artista deve aver pensato che in futuro, dopo 100, 200, 1000 anni, quel pezzo avrebbe potuto essere restaurato, e per questo ne ha curato la costruzione in modo tale da facilitare questi eventuali restauri o anche semplici riparazioni. Ciò esclude dal restauro tutte le cose concepite come usa-e-getta e le cose che son state costruite in fretta e furia senza pensare alla loro durevolezza.

Il secondo insegnamento è che, escluse queste due categorie appena citate (pezzi usa-e-getta e pezzi scadenti) tutti il resto, per quanto infinitamente distrutto, può essere recuperato: anche la cosa più macinata, ammaccata, annerita, storta, rotta, smembrata, può tornare agli antichi splendori.

Mi direte: ma a noi che importa di tutto questo? Nessuno di noi vuol fare il restauratore! Ed è proprio qui che viene il bello.

Tutto quello che vi ho appena detto sul restauro può essere applicato alle relazioni, a tutte le relazioni, dall’amicizia all’amore. Funziona esattamente allo stesso modo; infatti il tempo, così come logora gli oggetti artistici, logora anche le relazioni e certe volte “l’uso brusco” o il semplice passare del tempo, possono danneggiare anche seriamente una relazione. A quel punto bisogna operare esattamente come in un restauro. Prima bisogna chiedersi, attraverso un attento esame di coscienza, che tipo di relazione fosse. Perché se era una relazione di tipo usa-e-getta o di qualità scarsa, un restauro sarà veramente difficile. Forse l’unica cosa che possiamo fare è avere l’umiltà di ammettere a noi stessi di non essere stati bravi costruttori di relazioni e magari, scendendo in profondità, fare una revisione degli “strumenti” che abbiamo usato per costruire quella relazione; forse ci accorgeremo che erano insufficienti o scarsi per produrre una buona relazione e ci attrezzeremo perché in futuro possiamo essere costruttori di relazioni che possano essere di alta qualità, durevoli, opere d’arte insomma.

Se invece una relazione è stata costruita bene, se è “un’opera d’arte”, allora per quanto sia malconcia e malandata, danneggiata e distrutta, dobbiamo convincerci che può essere recuperata; ovviamente questo richiederà notevoli sforzi, un ingente impiego di tempo, grandi spese di energia, e magari ci farà stancare tantissimo, ma se non molleremo, alla fine, come un’ opera d’arte dopo il restauro, splenderà come nuova, anzi sarà migliore, perché, come in tutte le opere restaurate, gli inevitabili segni del tempo che restano dopo il restauro, una piccola ammaccatura, un graffio, non sono mai difetti ma caratteristiche che ne fanno aumentare il valore.

Tuttavia tra il restauro di un’ opera e di una relazione passano alcune differenze: nel restauro l’opera è passiva e si fa restaurare sempre, la relazione implica invece che anche l’altro liberamente voglia impegnarsi in questa opera di restauro e certe volte questo non avviene, perché quello che per noi era importante, magari per l’altro era usa-e-getta. Che fare in questi casi? Personalmente, ho cercato di restaurare la parte che spettava a me, ripulire il ricordo dal nerofumo creatosi col tempo, e aspettare l’altro lasciando la porta aperta. Forse l’altro non verrà mai, ma anche in questo caso almeno avrò recuperato una parte che per me era importante, perché, in fondo, la più grande differenza tra il restauro di un oggetto e di una relazione è che certe volte un oggetto puoi buttarlo via, ma una persona mai, perché una persona è sempre un’opera d’arte, indipendentemente dal tipo di relazione che siamo stati capaci di costruire.

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!