L’arte di essere fragili come Leopardi può salvarti la vita.

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Alessandro D’Avenia torna in libreria e ci dona una bussola per orientarci tra i sentieri della vita.

Caro Alessandro,

ho pensato che il miglior modo per parlare della tua ultima fatica letteraria fosse quello di scriverti una lettera. In fondo, non è forse ciò che hai fatto tu, immaginando uno scambio epistolare con Giacomo, Giacomo Leopardi, abbattendo le barriere e le categorie di spazio e tempo?
Ne «L’arte di essere fragili» ovvero «come Leopardi può salvarti la vita», si percorre un viaggio tra le tappe fondamentali dell’esistenza attraverso le parole vive del poeta di Recanati che tu hai saputo rendere avvincenti al lettore guidandolo lungo i sentieri del cuore di colui che a scuola maldestramente ed ingiustamente viene additato come il «gobbo depresso» e basta. E, invece, non è tutto qui. Tu, Alessandro, sei riuscito a sfatare -in meno di 200 pagine- decenni di semplificazione e banalizzazione della vita mortal del più grande poeta Italiano secondo solo a Dante. In questo libro, che non è un romanzo, si sente e si avverte forte che la promessa della copertina è vera: Leopardi può salvare la vita. In che modo? In una società che ci vuole perfetti, privi di mancanze, debolezze e nostalgie, che ci vuole risucchiare in un tunnel fatto solo di bisogni da soddisfare e tu, infatti, lo dici: «abbiamo scambiato la felicità con il benessere, i sogni con i consumi», ammettere di essere fragili è la vera rivoluzione. La fragilità è la forza dell’essere umano che viene resa emblematica da quella ginestra che resiste alla natura che tuona. In questo scambio epistolare, Alessandro, hai messo dentro te stesso: tutto per intero. Tra le pagine del libro viviamo in un continuo flusso di coscienza in cui, la rimembranza, ci porta negli anni della tua adolescenza, alle tue domande ed ai tuoi dubbi di ragazzo, ma anche alle risposte che un giovane può trovare nei versi dell’Infinito che definisci «carta geografica» per tornare a sognare la realtà. A viverla come un limite da valicare con l’immaginazione, perché solo così si aspira all’oltre. C’è anche la tua esperienza di insegnante alle prese con i ragazzi di oggi che ti vede sempre intento a rendere accattivante e desiderabile quella Bellezza perché «un adolescente senza meraviglia è un adolescente senza rapimento». Ed allora non c’è promessa più sincera da fare a se stessi rimanendo «fedeli ai propri talenti» perché è questo ciò che rende l’uomo poeta. Ed, infatti, non hai trascurato neppure la tua anima di scrittore regalandoci sognanti descrizioni e commenti dei più grandi canti di Leopardi che non è vero che è depresso, vive di nostalgia; che non è vero che è un ateo, crede nell’anelito che ci spinge a guardare le stelle ed interrogare la luna e che non è vero che la natura è matrigna, ma portatrice dell’imperfezione di questo modo così contraddittorio.
Per questo tuo sforzo, ti sono grata perchè, forse, grazie alla tua passione erotica ed eroica, ci potranno essere nuove generazioni di insegnanti che, magari, si saranno innamorati della loro missione grazie a queste pagine. Perché possano essere in grado di risvegliare e ridestare quello strum und drang che hanno dentro per essere sinceri portatori di speranza e bellezza. Non voglio aggiungere altro, Alessandro, perché spero che chi leggerà questa recensione un po’ sui generis, possa ritenersi incuriosito al punto da avere il coraggio di guardare a Leopardi come ad un amico a cui accostarsi, non per coltivare illusioni, ma per imparare l’arte del viver cercando virtù e conoscenza con la consapevolezza della propria fragilità.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: L’arte di essere fragili come Leopardi può salvarti la vita.
Autore: Alessandro D'Avenia
Genere: Epistolare
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 209
Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»