Laura Pausini – Con la musica alla radio

0

Questo singolo di Laura Pausini, edito nel settembre 2009, è stato bersaglio di molte critiche dal punto di vista musicale: è stato considerato banale, monotono e poco coinvolgente rispetto al più brillante “Primavera in anticipo” dell’anno precedente.
Chi scrive non ha le competenze per valutare la canzone sul piano melodico e di qualità sonora, ma può forse azzardare qualche riflessione su ciò che il testo invece propone.

Già dall’inizio della canzone ci viene proposta una scena, scelta molto efficace per far entrare l’ascoltatore nella dimensione del brano; è quella che ci presenta due persone, un uomo e una donna che, davanti ad un muro da imbiancare, si domandano se e come costruire la loro vita insieme. Nonostante non ci sia niente ancora, solo sedie impilate, cartoni post-trasloco e pareti senza quadri. Nonostante per loro le idee non siano forse chiare, non esistano manuali di matrimonio a cui ricorrere né modelli da imitare. Nonostante questo disordine, un po’ fisico e un po’ mentale, la richiesta è: “dimmi di sì”.

A volte è inutile ragionare tanto, fare bilanci o calcoli meticolosi. Possono bastare una domanda semplice e una risposta altrettanto immediata. Sì.

Sono risposte facili, i primi monosillabi che impariamo a pronunciare da bambini, ma non per questo sono banali: per essere veri devono infatti essere consapevoli. È questo il bello della canzone, il fatto che non finisca tutto nell’idillio, nell’utopia di una vita matrimoniale a rose e fiori ma che sappia guardare al futuro, intravedendo tanta felicità ma anche qualche sofferenza. Avremo anche noi dolori che forse non sapremo evitare, nemmeno affrontare, ma niente di noi perduto andrà. Non saremo più innamorati come ora, i nostri corpi piano piano sfioriranno, non ci scriveremo più lettere e non canteremo più le nostre canzoni d’amore ma resterà ben impresso nel nostro cuore l’Amore, quello vero che non muore.

Non è vero che il tempo uccide l’amore. Il tempo rade al suolo le piante, fa crollare le case romane, fa morire le persone. Ma non uccide l’amore, non è così potente. Semplicemente vincendo l’incuria del tempo, danzando in due a passo lento, con sentimento come adesso qua. I momenti difficili ci saranno, come negarlo? Ma abbiamo fatto un patto, di prenderci cura l’uno dell’altra, “di amarci e onorarci tutti i giorni della nostra vita”. E, soprattutto, di fare tutto questo “in ricchezza e povertà”.

Capita che qualche volta ci ritroviamo poveri, privi di ogni risorsa per resistere e l’unica via d’uscita sembrerebbe scappare, volare via da tutto e da tutti per giungere in un posto dove, là sì, non si soffre più. Quelle sono le parti cattive, le cattive sorti; ma ce ne sono state e ne verranno di migliori e per quelle bisogna vivere. Dobbiamo tanto alle buone sorti: dobbiamo a loro la nostra speranza.

E allora vale davvero la pena amare, vincere le proprie paure e scommettere sulla condivisione di una esistenza, su una famiglia che diventi spazio accogliente per tutti. Una famiglia che però deve essere edificata non su un sentimento momentaneo, sull’impressione del momento, ma sulla certezza e sulla progettualità rivolta a una vita insieme che non sarà sempre la più invidiabile o non assomiglierà in ogni sua parte a un film, ma sarà comunque un miracolo.

 

[youtube width=”590″ link=”http://www.youtube.com/watch?v=t0bD8TuwSPU”]

 

Mi piace scrivere e leggere tutto ciò che stuzzica la mia curiosità, motivo per cui ho deciso di studiare Fisica. Amo la musica, in particolare quella classica: suono il pianoforte e canto come soprano in un coro da camera.