L’avventura dell’esame scritto

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Dedicato a:
– tutti coloro che hanno sostenuto l’esame di maturità in questi giorni, godetevi le vacanze!
– chi ha discusso la tesi di laurea in questi giorni, i miei complimenti, buon inizio, un buon auspicio per il vostro futuro!
– coloro che insegnano alle superiori: ho compassione per voi quando (in alcuni casi raccontatimi) rileggete le tracce dei temi davanti alla commissione per la correzione e vi viene voglia di sotterrarvi!

Maturità, laurea? scrivere è pianificare, organizzare, scegliere, rivedere, risistemare! Eppure nel corso del curriculum scolastico, universitario, professionale di ciascuno è capitato e capiterà di dover produrre, per essere valutati o ottenere l’ok all’iscrizione a una Facoltà o a un ordine professionale, un testo scritto nel quale condensare in pochissimo tempo e in forma accettabile una mole più o meno estesa di dati e informazioni. E’ la famosa, temuta da molti e detestata dai più, prova scritta!

Che si tratti di un saggio breve all’esame di maturità, della tesi di laurea, poco cambia: comunque vada a finire ci sei tu, di fronte al tuo foglio di carta bianca (magari protocollo), una traccia che ti viene svelata all’ultimo momento e l’orologio sulla parete a scandire gli istanti della tua lenta cottura al supplizio. Quel che dovresti aver portato con te, di tuo, è la tua base di dati, lo studio, insomma? devi aver studiato!

Ma? non basta: nello svolgimento della prova scritta devi mostrare non solo di sapere le cose, ma anche di saperle organizzare in modo che abbiano un senso compiuto! Tutto si gioca sul momento, per questo la traccia si dà all’ultimo istante! Se ci pensi bene, questo procedimento in apparenza marcatamente sadico è quanto di più simile alla realtà si possa organizzare in un’aula: la vita reale ti offre in continuazione problemi ai quali tu devi offrire soluzioni contando sulla tua competenza, cioè su un mix tra ciò che sai e ciò che ricordi dalle tue esperienze passate.

Al bando, mentre scrivi, le frasi fatte e la retorica da salotto televisivo: attieniti alla traccia, cura i passaggi dall’uno all’altro argomento, tra astrusità e semplicità scegli sempre la seconda, pensa che chi ti legge (e corregge) è sempre molto più interessato a come ragioni che a quel che sai: se scrivi bene significa che pensi bene e che riuscirai quindi sempre con facilità ad ampliare la base di dati in un tuo possesso, e saprai anche meglio impiegarla quando necessario.

Un consiglio: ogni tanto cimentati a scrivere in poco tempo, tornando alla cara vecchia penna! E ancora: Cogitoetvolo è una buona palestra, scrivi  sul sito!

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.