Le lacrime di Nietzsche

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Un romanzo che racconta luci e ombre della vita di uno dei filosofi più tormentati della storia

Il dottor Breuer, uno dei padri della psicanalisi, è in vacanza con la moglie a Venezia, quando riceve un’urgente richiesta di incontro da parte di una donna molto più giovane di lui. Ha solo ventun’anni Lou Salomè e ha bisogno del suo aiuto perché un suo amato amico è preda della disperazione, i cui effetti si ripercuotono fisicamente sul suo organismo. Ma questo amico è anche molto orgoglioso e fiero della sua sofferenza, della sua umanità troppo umana, che lo eleva al di sopra degli altri. Lui è un filosofo che scrive per lettori non ancora nati, perché troppo ampia è la portata del messaggio che vuole trasmettere. Questo filosofo è Friedrich Nietzsche.

Fughiamo ogni dubbio al lettore che pensa di trovarsi di fronte ad una biografia di Nietzsche: questo romanzo non può definirsi propriamente storico. Lo è se guardiamo all’ambientazione storica e al linguaggio e alle idee dei personaggi, entrambi curati nei dettagli e nel rispetto dell’epoca scelta. Ma la storia che costituisce la trama del romanzo è fittizia: Breuer non è mai stato il medico di Nietzsche. Eppure l’espediente narrativo si rivela particolarmente efficace per analizzare la personalità del filosofo e le sue idee, rivelando come, dietro all’immagine del superuomo attribuitagli, ci sia in realtà un essere umano, troppo umano, che non si vergogna di piangere.

Descrivere questo romanzo cercando di identificare l’argomento centrale della trama è troppo riduttivo. L’autore affronta a testa alta la complessità dell’animo umano, che investe ogni aspetto del suo essere al mondo. Dalla fiducia nei rapporti amicali e amorosi, al tradimento delle aspettative riposte. Dalla sofferenza di chi come Nietzsche si sente infinitamente solo in mezzo ad una moltitudine, alla crisi di chi come Breuer invece è amato e stimato dalla società ma teme di aver vissuto per convenienza e non per scelta. Per un filosofo che tenta di sconfiggere la paura della morte con la potenza delle idee, ci sono migliaia di persone atterrite dal tempo che scorre e come un mortifero re Mida fa invecchiare tutto ciò che tocca.

Di Nietzsche si parla spesso, tra i banchi di scuola, come di un filosofo rigido e folle, quasi violento nel suo pensiero basato sulla volontà di potenza e sul concetto del superuomo. Irvin Yalom in questo libro, pur trasmettendo efficacemente il pensiero nicciano, ridà dignità all’uomo, più che al filosofo, facendone emergere le debolezze e in ultima istanza anche una grande tenerezza. E insieme a Nietzsche pure il lettore intraprende una terapia del dialogo e procedendo tra le pagine non può non sentirsi interpellato a dare risposta alle domande esistenziali che fanno da sfondo al senso di disperazione impotente che talvolta si prova di fronte al grande mistero della vita.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Le lacrime di Nietzsche
Autore: Irvin Yalom
Genere: Romanzo filosofico
Editore: Neri Pozza
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 432
Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.