Le nere ali del tempo

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‘Nero’ e ‘tempo’ sono le parole chiave di questo secondo romanzo di Diane Setterfield.

Si racconta di William Bellman che da ragazzino, giocando con i suoi amici, con un colpo di fionda da maestro abbatte un corvo. Non si capisce come, questo episodio segna per sempre la sua esistenza: inizia a lavorare nell’opificio di famiglia, fa carriera, diventa persona affidabile e intraprendente, con straordinarie capacità gestionali. Presto raggiunge obiettivi mai immaginati. Determinazione, senso pratico, capacità organizzative, vision, sono le sue qualità migliori e i segreti del suo successo. Eppure una sorta di maledizione accompagna la traiettoria della sua vita. Una traiettoria simile a quella che il sasso aveva compiuto quando era ragazzino: perfetta ma mortifera. William pensa di poter ingannare la morte, ma ancora una volta la partita a scacchi con la nera signora è impari…

L’idea del romanzo non è malvagia, un’originale riflessione sul tempo, la vita, la morte. La domanda che vuole suscitare è: una vita riuscita si può misurare semplicemente sul successo professionale? E: qual è il prezzo che si paga per raggiungere vertici elevati? Agli investimenti in denaro va sommato sicuramente il tempo. Ma c’è altro, costi a cui a volte forse non si dà il giusto peso a che originano il paradosso per cui ciò a cui massimamente si aspira, che si vede come meta, che profuma di felicità e realizzazione , in realtà poi non sazia l’anima. Forse è illusione…

L’idea è bella. A tratti la narrazione è intrigante. Quello che risulta poco chiaro, però, è il collegamento tra i corvi e la vita di William e della sua famiglia, che è suggestivo ma abbastanza infondato. Qui sta il punto debole del romanzo, che non raggiunge il livello di La tredicesima storia, precedente, e più riuscita, opera della Setterfield.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Le nere ali del tempo
Autore: Diane Setterfield
Genere: Romanzo
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 341
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.