Cannabis, quello che non si dice

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¡LEGA LEGALIZACIÓN!

CANNABIS de calidad y barato. ¡LEGA LEGALIZACIÓN! CANNABIS basta de prohibición. Così cantavano gli Ska-p qualche tempo fa. Peccato che nella loro canzone non citavano anche gli effetti dello spinello, che proprio innocuo non è… Iniziamo da alcuni numeri: è  di qualche settimana fa la pubblicazione dei dati del World Drug Report 2009, redatto dall’Ufficio sulla droga e il crimine dell’Onu, secondo cui l’Italia è uno dei pochi Paesi europei in cui il consumo di cannabis continua ancora ad aumentare: dal 7,1% del 2003 al 14,6% del 2007. Un aumento quasi doppio del numero di utilizzatori di questa droga, mentre in altri paesi europei come Inghilterra, Spagna e Francia da anni si investono tempo ed energie in campagne di prevenzione che iniziano a dare i loro frutti. E, sempre secondo i dati pubblicati, il consumo di questa droga riguarda soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni, con forte incidenza presso le ragazze; e addirittura il 31,5% degli studenti ne avrebbe fatto uso almeno una volta. Una volta… Già, una sola volta: che succede a farlo una sola volta? Non esageriamo con tutti questi discorsi sui rischi… Non sarei così sicuro. Innanzitutto è ormai scientificamente provato che lo spinello è causa di malattie e disturbi comportamentali che vanno dall’infertilità all’impotenza, dalle infiammazioni agli attacchi cardiaci e i tumori, dalla destabilizzazione del sistema ormonale fino alla psicosi e alla schizofrenia, fino ai danni neuronali con conseguenti deficit cognitivi evidenti in ambito scolastico. E’ chiaro che dipende dalla quantità ma è pur vero che farsi uno spinello non è come bere un bicchiere d’acqua! Insomma, diventa sempre più difficile difendere l’uso della marijuana. Persino il giornale inglese “The Independent”, che in passato aveva sostenuto la liberalizzazione della cannabis, nel 2007 presentò alla nazione britannica le sue scuse ammettendo che la cannabis in circolazione è pericolosa quanto cocaina ed eroina, come dimostra il numero di giovani ricoverati presso le strutture psichiatriche. E in Italia che cosa si fa? Poco, almeno a livello di prevenzione, informazione e educazione. Spesso ci si limita solo alla repressione. Male. A ragione molti giovani potrebbero dire: “perché nessuno ci informa su questi dati scientifici aiutandoci ad evitare le droghe?” Sappiamo che, come sempre, il problema sta più a monte: se la vita mi sorride e per me ha un senso, perché provare la droga? Ma per molti ragazzi questo non basta e allora forse può essere utile insistere sulle conseguenze dell’assunzione di cannabis. Per chi volesse approfondire, suggerisco questo testo:  C. Risé, Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, San Paolo Ed., 2007. Dal sito dell’autore abbiamo scaricato questi opuscoli interessanti sull’argomento.

 

Saverio Sgroi

Educatore con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo dei giovani, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono stato il “capitano” fino alla fine del 2016. Poi ho lasciato la barca ai più giovani, con la convinzione che sapranno condurla verso porti sempre più prestigiosi.