L’Epifania e il furto delle feste

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Con tanta spazzatura/che giace sui balconi,/ la violenza, la bruttura,/ tu ti porti via i festoni!

Con tutto quel che c’è
da portare via,
mi spieghi perché
proprio le feste, epifania?
Con tanta spazzatura
che giace sui balconi,
la violenza, la bruttura,
tu ti porti via i festoni!
Ci corrompi col dolciume
e vuoi indietro l’alberello,
non ci rimane che un barlume
del magico e del bello.

Piuttosto, per piacere,
come una ditta di traslochi,
prendi le cose vecchie e nere,
non le feste e non i giochi.
Tieni pure il terrorismo
e con quello l’ignoranza
di chi semina razzismo
quando il mondo è una stanza
di convivenza collettiva
ed è fratello ogni terrestre;
tira aria un po’ cattiva:
epifania, apri finestre.

E più che abeti smonta
l’idea del lavarsene le mani:
ché quando il Natal tramonta
possiam tornare meno umani.
E più che carbone porta nel sacco
ai potenti ed ai malvagi
non la fame, non l’acciacco,
ma la carità dei magi;
questa cieca speranza vedente
che ci fa cercare invano
un regalo non deludente:
siamo noi -noi stessi- il dono.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell’indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l’altra frutta che tinge d’incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.