Les Misérables

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Un film di Tom Hooper. Con Tom Hooper, Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfied, Sache Baron Cohen, Helena Bonham Carter, Samantha Barks. Genere: Musical. Paese: Gran Bretagna. Distribuito dalla Universal Pictures. Target:14+. Uscita: 31/01/2013.

Il detenuto Jean Valjean rilasciato sulla parola cerca la redenzione. Un adattamento del musical teatrale si successo  basato sul romanzo omonimo di Victor Hugo …  

Hugo, Dickens e l’epoca del 3D. C’è voglia di Ottocento in questa stagione cinematografica e nostalgia dei grandi classici. Quelli che, scrive Calvino, più si crede di conoscerli per sentito dire tanto più, quando si leggono davvero, si trovano nuovi, inaspettati e attuali. Così sono i Miserabili di Victor Hugo la cui nuova versione cinematografica firmata da Tom Hooper è arrivata anche nelle sale italiane. Il film è in realtà un musical che dal 1985 (anno in cui fu rappresentato al Barbican Theatre di Londra) non ha mai conosciuto crisi: cinquanta milioni di spettatori, trentotto Paesi e ventuno lingue diversi. Questi i numeri di uno dei successi teatrali di tutti i tempi. Teatro e cinema però difficilmente vanno di pari passo. Per questo stupisce questa megaproduzione cinematografica di Hooper che pare abbia stregato tutti i suoi spettatori. Un film dove si canta senza play back perché il regista premio Oscar per Il Discorso del Re e solido narratore ha preferito lasciare gli attori liberi di esprimersi nel canto.L’effetto è davvero straordinario grazie ad un cast stellare che vede tra gli altri Anne Hathaway (nel ruolo di una struggente e candida prostituta, Fantine), Russel Crowe nel ruolo del persecutore Javert e Hugh Jackman, il quale per interpretare Jean Valjean (da diciannove anni in un bagno penale) si è dovuto sottoporre ad una dieta radicale e a trentasei ore senz’acqua.

Victor Hugo aveva iniziato a scrivere i Miserabili nel 1845, anno in cui aveva rischiato la galera per essere stato colto in flagrante adulterio da un marito geloso. Da quell’anno sembra che abbia preso forma nella sua mente questa storia epica che parla di miseria (morale e materiale), di misericordia e redenzione. Di amore, giustizia e povertà. Il film si apre sulle note cupe di Look down, cantata da migliaia di prigionieri incatenati. Il clima è crepuscolare. Cupi scorci di una Francia irrequieta e notturna, macchie di sangue, figure astratte, effetti di chiaroscuro prendono lentamente forma irregolare per dare vita al mondo di Hugo e al suo modo di vedere l’uomo al quale chiede di riscattarsi e di resistere di fronte ai soprusi, alle ingiustizie,  agli alti e bassi della vita.

La storia inizia con la liberazione del protagonista Jean Valjean, condannato per aver rubato del pane per sfamare il nipote e rimasto  in carcere per vent’anni a causa di ripetuti tentativi di evasione. Il film sfoltisce un po’ la trama del libro soprattutto la parte in cui Jean Valjean, appena uscito di galera, compie subito un furto ai danni del vescovo Myriel, il quale – invece di denunciarlo – gli fa capire che deve cambiare vita.  Troviamo dunque Jean che con il duro lavoro e sotto falso nome è diventato un ricco e stimato industriale. Dopo la promessa fatta a Fantine in punto di morte (la giovane operaia cacciata da una fabbrica di Valjean a sua insaputa) adotta la piccola Cosette, ma il commissario Javert, che ne ha scoperto l’identità, continuerà a perseguitarlo. Jean riesce a rifugiarsi a Parigi, sconvolta dai moti rivoluzionari del 1832. Cosette si innamora di Marius, un giovane che combatte senza sosta contro il governo imposto dalla Restaurazione anche se è figlio del ministro dell’Interno. I rivoltosi sono sconfitti, si salva solo Marius, grazie all’intervento di Valjean. Questa la trama (il film dura due e mezza con sottotitoli in inglese) per sommi capi.

Una trama intrecciata e complessa come la vita dello scrittore francese che conobbe le barricate di Parigi del 1832 in cui si espose in prima persona appoggiando il popolo e cambiando ventisette volte nascondiglio. Hugo, in esilio prima Jersey e poi nell’isola inglese di Guernsey, si rimise a lavorare al romanzo accentuando l’aspetto rivoluzionario. Accolto freddamente dalla critica, il romanzo ottenne invece un grande successo di pubblico. Le fonti parlano di 3500 copie vendute in poche ore e di collette popolari per acquistarlo. Un movimento di opinione che spaventò lo stesso Napoleone III. Un successo inarrestabile che continua anche oggi, riuscendo a mantenere integro il fascino di un’opera che ha messo radici profonde nell’immaginario collettivo.

Seguiremo con attenzione l’esito degli Oscar per vedere cosa succede ad un film che, come accade spesso per le grandi produzioni, appassiona o divide. Di sicuro, però, riesce a commuovere perché  ritrova (hanno scritto) quella componente che per Henry James era parte essenziale dell’arte di Hugo ovvero il suo cuore per cui scrisse: “noi nutriamo un profondo rispetto”.

 

 

 

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia