L’Europa spogliata (dai suffissi)

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È tutto un problema di suffissi, ma il mondo occidentale sembra non accorgersene: egoismo, laicismo e ateismo hanno spogliato l’Europa.

Diciamolo pure: chi ha inventato la parola burkini è un genio dei neologismi. Un po’ come Mentana con il suo pungente webete. Non è mica facile… notti insonni a scavare nella mente per trovare quella pepita da dare in pasto ad affamati e spregiudicati cercatori d’oro dei social e dei telegiornali. Poco male se dietro le nuove parole si nascondesse solamente l’esigenza di stravolgere una lingua già assai contaminata da milioni di prestiti linguistici che, ahimè, non saremo mai in grado di restituire. La realtà, invece, è ben diversa. Come spesso accade, è una realtà polemica.

Strano a dirsi, ma agli albori del terzo millennio d.C. sopravvive chi pretende di imporre agli altri la propria visione del mondo. Lo vediamo tutti i giorni nel terrore di chi deve scegliere tra la propria fede e la propria vita, ma anche nel disagio di chi vive fuori dal tunnel, ed è costretto a chiudersi in casa per sfuggire alla logica del branco. Radicalismo, terrorismo e bullismo, declinazioni di un unico primordiale sostantivo, che i vocabolari hanno mutuato dall’esperienza umana: egoismo, l’humus della cattiveria e del male.

È tutto un problema di suffissi, ma il mondo occidentale sembra non accorgersene. I francesi, in particolare, che in tanti considerano genitori di una visione davvero moderna della Storia, credono che il loro laicismo sia addirittura un valore etico dello Stato. Uno Stato che, però, non è affatto “laico”, neutrale o indifferente, men che meno plurale, ma è profondamente ateista, nemico di qualsiasi fenomeno religioso: bandisce i simboli, limita le prerogative più intime dell’essere umano e dimentica che qualsiasi libertà può dirsi tale solo nella sua dimensione (ed esternazione) pubblica.

Niente croci, kippah, chador, menorah, mezzelune, dharmacakra. Niente…vestiti! Già, perché lo Stato laico e moderno, fondato sui valori costituzionali e sui motti rivoluzionari, non può accettare che i propri sudditi (ops! cittadini e cittadine) vadano in spiaggia come gli pare. Anzi, pretende che chi voglia godersi un po’ di sole o un po’ di mare, indossi quantomeno un costume intero, se non – preferibilmente – una mutanda succinta o una foglia di fico.

“La libertà non si misura dai centimetri di pelle scoperta”, dicono Nadia e gli altri giovani musulmani d’Italia. Sacrosanta verità, difficile da accettare per chi ha spogliato l’Europa delle sue radici in nome del più becero nichilismo culturale.

Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.