Liberi, liberi

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Si sono da poco concluse le Olimpiadi e per alcune settimane abbiamo osservato la Cina forse con occhi un po’ diversi rispetto a quelli con cui negli ultimi mesi abbiamo guardato a questo Paese. Le Olimpiadi hanno probabilmente sbiadito l’immagine della persecuzione in Tibet e magari anche il ricordo di tanti dissidenti che in Cina non sanno che cosa sia la libertà… Libertà che noi, in occidente, abbiamo conquistato ormai da molti decenni ma che, paradossalmente, rischiamo di vedere trasformata in uno stato di schiavitù ben peggiore di quello di tanti uomini oppressi da dittature più o meno “ufficiali”. Liberi, liberi, siamo noi, però liberi da che cosa… cantava Vasco qualche anno fa. Liberi, sì, ma da che cosa? Siamo davvero liberi? Più di quanto non sia un monaco tibetano che si difende dall’oppressione cinese o un profugo africano che cerca di sfuggire al genocidio del tiranno di turno? Forse sì, dal punto di vista politico… Le nostre libertà le abbiamo conquistate faticosamente, con sforzo, non senza sacrificio. Però adesso possiamo dirci liberi, come mai lo siamo stati in passato. Il dubbio rimane, però, se andiamo un pochino oltre e ci soffermiamo su tante libertà rivendicate oggi dall’uomo moderno occidentale: libertà di aborto, di divorzio, libertà di ricerca scientifica in campi delicatissimi come l’embrione e le staminali e tutta la genetica, libertà di droga, libertà di legittimare nuove forme di famiglia, libertà di esercitare preferenze sessuali diverse e senza regole. E in casi eccezionali, come in Olanda, libertà di pedofilia. Non c’è che dire, almeno a parola siamo liberi di rivendicare tutto ciò. Ma siamo davvero liberi? E’ difficile affrontare il delicatissimo tema della libertà in poche righe. Forse dovremmo partire chiedendoci che cosa sia la libertà… Dalla risposta a questa domanda possiamo arrivare a concludere se davvero siamo liberi oppure no. Tempo fa ho avuto modo di partecipare ad un convegno in cui, parlando della libertà, si dibatteva se un uomo è davvero libero quando esercita la libertà da (da condizionamenti, dalle regole, dall’autorità, ecc.) oppure quando fa uso della libertà per (per un progetto, per cambiare qualcosa, per migliorare e per migliorarsi). Ognuno provi a rispondere… Per aiutare la riflessione, trascrivo le parole di un personaggio famoso che, qualche tempo fa, faceva queste considerazioni: “È tipico della nostra epoca il superamenti di tanti limiti da parte della coscienza della gente: si tende a vivere o almeno a pensare come se tali limiti non ci fossero più. L’uomo d’oggi, l’uomo occidentale ha l’impressione oggettivamente esagerata, che quasi tutto gli è o gli sarà presto tecnicamente possibile, che i limiti fisici ritenuti invalicabili possono o potranno ben presto essere superati. La conseguenza veramente nuova è che mai come oggi nella storia, si è accresciuto a dismisura il senso della propria libertà e autonomia: libertà dai condizionamenti naturali e biologici, libertà dalle leggi e consuetudini che sembravano oggettivamente invalicabili. Mai come oggi l’uomo si è sentito dotato di tanta libertà, mai è stato più emancipato e disancorato da punti di riferimento che apparivano scontati ed evidenti”. E concludeva: “Abbiamo tutti in mente esempi recenti di queste tendenze: la facilità a giustificare l’aborto, la spinta verso una liberalizzazione della morte autogestita, il superamento dei quadri tradizionali della concezione del matrimonio come unione stabile e feconda tra un uomo e una donna, la possibilità di esperimenti spericolati con l’embrione, ecc. Una tale emergenza del senso della libertà, intesa come libertà pienamente autonoma, in pratica, selvaggia, appare come un fatto sconosciuto fino ad oggi nella storia umana. In questo crescere tumultuoso, selvaggio del senso prepotente e quasi onnipotente di libertà, dobbiamo però confessare che la stessa libertà non è mai stata tanto manipolabile. Davvero, la libertà che l’uomo crede di aver conquistato non è mai stata così grande e così fragile”. E si sa che, per difendersi dalle manipolazioni della libertà, l’arma principale che abbiamo è pensare con la nostra testa; d’altra parte lo sosteniamo sin dall’inizio: Cogito et volo, ergo liber sum…  

Saverio Sgroi

Educatore e giornalista, con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo degli adolescenti, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono il "capitano". Ma come tutti i capitani, non potrei nulla senza una grande squadra ;-)