Ligabue – Una vita da mediano

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Si fa presto a dire “campioni”. Ma quanti calciatori diventano veramente tali? Tra i ragazzi si tende a prendere come modello i “grandi”, quelli che vincono sempre, quelli che non sbagliano mai. Quasi nessuno, invece, presta attenzione ai tanti giocatori onesti che, con il loro impegno, creano le condizioni affichè il campione si possa esprimere al meglio.

Questa canzone di Luciano Ligabue è scritta proprio pensando a questi giocatori dietro le quinte, ai calciatori “nati senza i piedi buoni” e per questo costretti a colmare con generosità e fatica la mancanza di classe. Giocatori che non indosseranno mai la maglia numero 10 per occupare invece il posto di mediano, del giocatore chiamato a un destino oscuro, a sacrificarsi per la squadra senza mai essere sotto i riflettori.

Tra questi c’è anche Gabriele Oriali, calciatore dell’Inter e della Nazionale a cui è dedicata questa canzone, che ebbe la soddisfazione, proprio da mediano, di diventare nel1982, campione del mondo.

 

Una vita da mediano 
a recuperar palloni 
nato senza i piedi buoni 
lavorare sui polmoni 
una vita da mediano 
con dei compiti precisi 
a coprire certe zone 
a giocare generosi 
lì 
sempre lì 
lì nel mezzo 
finchè ce n’hai stai lì

una vita da mediano 
da chi segna sempre poco 
che il pallone devi darlo 
a chi finalizza il gioco 
una vita da mediano 
che natura non ti ha dato 
nè lo spunto della punta 
nè del 10 che peccato 
lì 
sempre lì 
lì nel mezzo 
finchè ce n’hai stai lì 
stai lì 
sempre lì 
lì nel mezzo 
finchè ce n’hai 
finche ce n’hai 
stai lì 
una vita da mediano 
da uno che si brucia presto 
perché quando hai dato troppo 
devi andare e fare posto 
una vita da mediano 
lavorando come Oriali 
anni di fatica e botte e 
vinci casomai i mondiali 
lì 
sempre lì 
lì nel mezzo 
finchè ce n’hai stai lì 
stai lì 
sempre lì 
lì nel mezzo 
finchè ce n’hai 
finchè ce n’hai 
stai lì

 

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