Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate

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Morto il drago Smaug, intorno al tesoro custodito nella montagna si scatena una battaglia che vede coinvolti nani, elfi, orchi e uomini. 

Un film di Peter Jakson. Con: Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Luke Evans, Orlando Bloom, Christopher Lee, Cate Blanchett. Fotografia: Andrew Lesnie. Paese: Nuova Zelanda, USA. Produzione: Metro Goldwyn Mayer e New Line Cinema. Distrubuzione: Warner Bros Picture. Anno: 2014. Durata: 145 min. Target: +11. Uscita: 17/12/2014.

Nella notte del suo risveglio il drago Smaug scacciato dalla Montagna Solitaria, infuria con la sua forza distruttrice su Pontelagolungo, abbattendo con violenza il piccolo villaggio, disperndendo i poveri abitanti e constringendoli alla fuga. Bard l’arciere, con il solo aiuto del giovane figlio e mettendo a repentaglio la propria vita, riesce a colpire Smaug nell’unico punto debole del suo corpo. Ormai, però, Pontelagolungo è un insieme di macerie che si mischiano alla disperazione dei pochi che sono riusciti a sfuggire le fiamme. Bard viene acclamato come eroe e prende il controllo della situazione, sostituendo l’avaro Governatore, annegato tra le sue stesse ricchezze.

Ma non sono solo le ricchezze di Pontelagolungo a portare morte e miseria. Nella Montagna Solitaria, Thorin Scudodiquercia, divenuto re dell’antico tesoro dei suoi avi, passa il tempo a cercare l’Archengemma, la pietra più preziosa dell’intero tesoro e che avrebbe reso Thorin invincibile e padrone assoluto della Montagna. Ma la cecità del suo cuore, la bramosia e la tracotanza, lo rendono inviso ai suoi sudditi e compagni di viaggio, preoccupati per il cambio repentino del loro condottiero, un tempo coraggioso, leale e generoso ed ora così assorbito dall’avarizia e dalla passione per l’oro. Bilbo, nel suo piccolo, si sforza di restare fedele a Thorin, diostrandogli con onestà e semplicità la bellezza del sentimento della loro amicizia che è sbocciata in mezzo alle difficoltà. La sua grandezza d’animo viene ripagata con un regalo preziosissimo: la maglia di mithril, capace di proteggere da qualsiasi lama. Bilbo, che ha ritrovato e nascosto l’Archengemma, decide di non rendere Thorin un pericolo ancora più letale e scappa dalla Montagna in cerca di aiuto.

Saputo della fine di Smaug, anche il re degli elfi Thranduil raggiunge con un esercito Pontelagolungo per reclamare delle gemme un tempo appartenute al suo popolo. Bard, che da Thorin stesso aveva ricevuto la promessa di un tesoro se Pontelagolungo si fosse dimostrata alleata nella lotta contro il drago si impegna per dissuadere Thranduil dal condurre una battaglia deleteria contro i nani della Montagna e propone l’uso della diplomazia, contando sull’aiuto di Bilbo che affida a loro l’Archengemma come merce di scambio. Constata l’inamovibilità di Thorin, deciso a non dare nulla, si fanno i preparativi per la guerra.

Nel frattempo Gandalf, imprigionato da Dol Guldur, viene liberato dal potere di Galadriel membro del  Bianco Consiglio che viene affiancata da Elrond e Saruman contro i Nazgul e Sauron, sconfitto ma non annientato è pronto a tornare a conquistare la Terra di Mezzo.

Legolas e Tauriel, dissentendo dalle decisoni di Thranduil, scopriranno che è in atto la marcia di un esercito deciso a marciare verso la Montagna. Comincia la battaglia delle cinque armate. Azog e Bolg hanno radunato un esercito vastissimo di orchi, in soccorso dei nani giunge Dain a cui si aggiungono le forse elfiche di Thranduil e di Pontelagolungo, decisi a fermare la minaccia del male e a non soccombere ad esso.

Nonostante le barricate intorno la Montagna Solitaria, anche i nani Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bufur e Bombur scenderanno in  battaglia per difendere il loro popolo e la loro terra. Tutto questo non senza che si debba pagare un caro prezzo, anche quello della vita. Kili muore per mano di Azog e Fili nel tentativo di proteggere e salvare Tauriel di cui è innamorato. Davanti il sacrificio dei suo compagni, anche Thorin riacquista il senno ed il coraggio di un tempo. Deciso a chiudere per sempre il suo eterno duello con Azog, lo sfida in un estenuante corpo a corpo. Ma non basta il coraggio e l’illusione di aver colpito a morte il nemico, perché in un ultimo istante di furia, Azog riesce a colpire a morte Thorin. Bilbo raggiunge l’amico morente, rinnovandogli l’affetto, l’amicizia e ricordandogli i bei momenti trascorsi insieme, anche in mezzo alle difficoltà. Thorin riscatta il male compiuto col sacrificio della sua vita. Alla fine dell’avventura, Gandalf e Bilbo riprendono il cammino verso casa, salutandosi con un arrivederci e non un addio. Infatti, Gandalf è consapevole del segreto di Bilbo: l’anello. Ma i tempi non sono ancora maturi ed il giovane Bilbo può riprendere possesso della sua casa e della sua vita tranquilla ad Hobbiville, fumando erba pipa e scrivendo le sue avventure.

Peter Jackson con quest’ultima pellicola ricorda al suo pubblico di aficionados il piacere delle battaglie epiche, piene di effetti speciali, di riprese mozzafiato. Nonostante sia sembrato eccessivo produrre tre film per Lo Hobbit, il risulato è gradevole. Neppure i sentimenti sono stati messi da parte, forse con una maggiore sapienza, in questa pellicola non si riscontra uno squilibrio che penda dalla parte delle scene d’azione, ma il tutto è ben condito ed arricchito dalle storie personali dei protagonisti. Una miscela esplosiva e carica di emozioni, come solo il fantasy targato Jackson riesce a riprodurre su pellicola. Pellicola che è resa ancora più affascinante ed avvincente dal 3D in grado di catapultare lo spettatore direttamente sul campo di battaglia, oppure sul dorso di Smaug.

Un viaggio inaspettato per i sentieri del cuore e della Terra di Mezzo.

Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»