Lo spacciatore di carne

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Una storia in pieno stile Negramaro. Un grido d’aiuto alla società borghese.

Da qualche giorno i Negramaro hanno annunciato, per il 17 novembre, il loro ultimo album. Sarà, come al solito, un successone. Mentre Tutto Scorre e La Finestra hanno entrambi ricevuto la certificazione di Disco di DiamanteSan Siro Live, Casa 69, Una Storia Semplice e La Rivoluzione sta Arrivando sono invece Dischi di Platino.

Ma quanti sanno che, nel 2012, il leader dei Negramaro Giuliano Sangiorgi ha pubblicato anche un libro?
Parliamo de Lo spacciatore di carne, un romanzo a tratti macabro, che tratta una storia a prima vista senza messaggi positivi.

La trama non è complessa.
Edoardo è un universitario salentino che studia a Bologna. La sua infanzia, pur essendo apparentemente comune, nasconde un trauma che, anche da adulto, crea disturbo al ragazzo. Infatti Edo mal sopporta il padre poiché di mestiere fa il macellaio. Il sangue degli animali scandalizza il piccolo Edoardo che ne rimane ossessionato a vita.
Un giorno il protagonista incontra Stella, una ragazza che suscita in lui emozioni mai provate. Si tratta di amore. La sua vita monotona prende una svolta, anche grazie alla droga.

Il romanzo, da qui in poi, si sviluppa in un crescendo di emozioni, finché un’enorme delusione non spazza via le certezze del protagonista. Da qui la perdizione. A differenza di un novello Dante, in mezzo alla selva oscura, Edoardo non desidera alcuna redenzione, ma è alla ricerca esclusiva della felicità, e soprattutto del denaro per acquistarla. Da qui l’idea geniale di vendere la carne del tanto odiato padre.

Lo Spacciatore di Carne è proprio l’opposto di un romanzo di formazione. È la descrizione del declino di una personalità, è la folle analisi di una società filtrata dagli occhi di chi vive un disagio, una società che non accetta le anomalie, le difformità, le difficoltà, le false alternative.
È un romanzo dedicato alla classe borghese, i limoni. Sangiorgi ha sfruttato la sua popolarità per lanciare un messaggio forte: immedesimatevi negli altri, capitene il disagio, nessuno è veramente perso se non è lasciato da solo. Si tratta di un messaggio estremamente positivo, anche se il romanzo non sembra esserlo.

Dove sta il problema?
Probabilmente nello stile dell’autore, uno stile che è stato praticamente trasferito dai testi dei Negramaro al romanzo. Si tratta di uno stile poco adatto ad una prosa. Troppe ridondanze, troppa musicalità, troppi riferimenti astratti e poca azione. Noioso se sei un amante dell’avventura, tetro se sei una persona sensibile.
La difficoltà sta nell’individuare il lettore che apprezzi questo stile ricercato, uno stile che comunque è facilmente ritrovabile nei testi della band più famosa d’Italia.
Un libro che va letto tra le righe, così come se fosse una qualsiasi canzone: da Io non lascio traccia a Quel matto son io. Sensibilità e macabro al servizio di un nobile messaggio. Anche questo esce dalla penna di Giuliano Sangiorgi.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Lo spacciatore di carne
Autore: Giuliano Sangiorgi
Genere: Drammatico
Editore: Einaudi
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 169
Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.