Lo sport per l’inclusione

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Lo sport come potente medicina contro la discriminazione, ma soprattutto per sentirsi pienamente vivi e protagonisti della società (anche se con “bisogni speciali”)

“Lo sport è la mia medicina, mi fa stare bene” (Filippo Pieretto, 23 anni, atleta Special Olympics Italia, diploma alberghiero, qualche tirocinio, l’occupazione in un supermercato ed ora un nuovo tirocino all’interno di un albergo dove sta imparando a fare il pasticcere).
“Se non fosse stato per lo sport, non sarei la persona che sono adesso”. (Loretta Claiborne, atleta Special Olympics, portavoce dei diritti dei portatori di handicap, la cui storia è raccontata nel film Disney The Loretta Claiborne Story).

A dirlo due persone con disabilità intellettiva a cui Special Olympics ha dato l’opportunità di sviluppare le proprie abilità, l’autonomia e l’autostima grazie allo sport.
Special Olympics è un programma educativo internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone con disabilità intellettiva e per ogni livello di abilità; infatti per partecipare non è necessario essere dei campioni, l’importante è che ogni atleta giuri: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.
Si tratta di un progetto rivoluzionario creato quasi mezzo secolo fa da Eunice Kennedy (sorella di John Fitzgerald e Bob Kennedy ) che, dovendo affrontare il declino della madre sul piano psichico, si ritrovò a maturare un’attenzione particolare ai bisogni speciali di queste persone svantaggiate. Intuì il grande potenziale dello sport nell’aiutare queste persone “speciali” a renderle protagoniste attive della società, senza discriminazioni.

Questa eredità è stata raccolta dal figlio Tim Shriver, presidente internazionale di Special Olympics e autore del best seller “Pienamente vivi”, che martedì 4 ottobre alle ore 9.00, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, Via Don Carlo Gnocchi 3, parlerà agli studenti, insieme a Loretta Claiborne e a Filippo Pieretto, atleta Special Olympics Italia, in occasione dell’incontro “Sport for inclusion”.
L’Università Niccolò Cusano è partner da anni di Special Olympics Italia ed è fortemente impegnata sul tema dell’inclusione delle persone con disabilità intellettiva, ed è per questo che ha organizzato questo incontro per riflettere e sensibilizzare il nostro Paese sulla grande opportunità offerta dallo sport per l’inclusione dei più emarginati, che spesso ci fanno paura, ma che, come scrive Tim Shriver nel suo libro autobiografico “Pienamente vivi” che presenterà agli studenti e al pubblico presente, sono stati per lui dei grandi educatori perché non gli «hanno insegnato tanto cosa vedere, ma come vedere».
A lui, che da bambino giocava con loro nel Camp Shriver e che definisce una vera e propria “scuola di amore”, hanno insegnato che siamo tutti estremamente vulnerabili e al tempo stesso insostituibili. Gli hanno offerto lezioni di amore e rispetto e hanno cambiato completamente il suo mondo. Il nostro mondo. Ha capito che le persone con disabilità intellettive, gli esseri più emarginati del mondo, che conoscono bene la sofferenza ma sono anche maestri nell’arte di guarirla, sono le più indicate ad insegnarci come trovare quel qualcosa di più grande di cui tutti siamo alla ricerca: «cosa dovevo fare con la mia vita selvaggia e preziosa: gettarmi nel mondo con impavido entusiasmo, portando con me il semplice dono di me stesso e offrendolo senza timori, con gratitudine e in modo pacifico ovunque e ogni volta che posso».

*L’evento Sport for inclusion è aperto al pubblico  e non necessita di prenotazione.



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