Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

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In una gelida notte d’inverno, il signor Hyde si aggira per le strade di Londra intento a soddisfare le proprie pulsioni primordiali. Egli ispira disprezzo e ripugnanza in tutti coloro che  gli si avvicinano, chiunque osserva il suo volto con una certa inquietudine, temendo che esso possa essere il viso di una creatura demoniaca.

Robert Luis Stevenson tenta di fare un po’ di luce sull’ambiguità dell’animo umano, analizzando la scissione del bene dal male attuata dall’uomo. Il super io, l’insieme delle norme morali e sociali, cerca di imporre la propria autorità sull’Es, sede degli istinti della natura umana.

Tuttavia, questa è un’impresa impossibile perché se la ragione limita eccessivamente l’attività della forza istintuale, quest’ultima è destinata ad accrescersi fino al punto di fuoriuscire dagli argini delimitati dalla società. Infatti proprio come un fiume rischia di esondare a causa degli ostacoli incontrati lungo il cammino, così gli impulsi naturali possono trasformarsi in cieca violenza se l’intelletto applica su di essi un’asfissiante azione repressiva.

La teoria secondo la quale è possibile conoscere ogni cosa ed essere onnipotenti è insita nell’animo dell’uomo. Questa idea risiede nella mente del dottor Jekyll, stimato professionista londinese, noto per la sua cultura e per la sua condotta integerrima.

Il suo corpo è tormentato da un inquietante figura, il cui nome è Hyde. Egli chiede di poter dare libero sfogo a tutte le inclinazioni che gli appartengono.

Il patto tra bene e male viene sancito, il suggello di tale accordo è rappresentato dalla pozione preparata dal dottor Jekyll, attraverso la quale egli riuscirà a trovare una valida giustificazione alle sue tendenze sadiche. La pozione permette di entrare in un mondo nel quale il male è scisso dal bene e ogni atto può essere compiuto senza che l’artefice senta il peso delle proprie responsabilità.

La pozione ha soprattutto lo scopo di trasformare l’insospettabile dottor Jekyll nell’abietta figura del signor Hyde. Ma il lato perverso del dottore non si accontenta di rivestire il ruolo di comparsa. Vuole vivere la propria vita, dopo anni di privazioni provocate dall’ipocrisia dominante della società, troppo legata a valori nei quali nessuno più crede.

Il dottor Jekyll non riesce a placare l’irruenza del signor Hyde, il quale compie atti spregevoli tra cui quello di maltrattare una bambina e uccidere un gentiluomo, senza la benché minima motivazione.

Sebbene ciò non sia vero, il dottor Jekyll crede di non avere nessuna colpa. Se qualcuno ha sbagliato, quello è il signor Hyde.

Il metodo migliore, infatti, per non provare alcun rimorso nei confronti delle azioni commesse consiste proprio nel far ricadere tutta la colpa su un’altra persona a noi estranea. In questo modo la coscienza rimane pulita, nessun senso di colpa opprime le nostre menti.

Tuttavia, sebbene l’esecutore di un atto spregevole dia prova di grande forza d’animo e di invidiabile autocontrollo, non riuscirà a resistere sotto i colpi del rimorso. Cercherà di divincolarsi dal pesante fardello che lui stesso ha posto sulle proprie spalle.

È questo il caso di Raskolnikov, protagonista del capolavoro di Dostoevskij ”Delitto e castigo”, il quale avendo ucciso un’anziana signora si ritrova costretto a ripercorrere tutte le tappe che lo hanno portato a compiere un gesto simile.

La stessa cosa, seppur in maniera diversa, accade al dottor Jekyll, il quale cerca di ripristinare la situazione, ormai divenuta insostenibile a causa delle continue trasformazioni attraverso cui Hyde prende prepotentemente il suo posto.

Per questo motivo, il dottore è obbligato a fare una scelta, senza la quale non sarebbe più possibile porre fine al dominio apparentemente incontrastato di Hyde sulla sua persona.

L’avvocato Utterson riuscirà a comprendere l’intera vicenda attraverso un’analisi attenta della confessione scritta lasciata dal dottor Jekyll, dalla quale si renderà conto dell’importanza della distinzione tra bene e male.

In realtà, la contrapposizione tra Jekyll e Hyde è molto più significativa di quanto possa sembrare. Essa non si limita semplicemente a rappresentare lo scontro tra bene e male, la vittoria della giustizia sull’empietà. Quando un personaggio del racconto rabbrividisce di fronte all’orrore generato da alcuni avvenimenti, non è disgustato da quelle azioni in quanto tali, ma da quella parte del suo animo che vorrebbe seguire l’esempio del signor Hyde.

Da tutto ciò si comprende come il bene e il male non siano entità irrimediabilmemte distanti da noi, ma come anzi esse facciano parte della nostra stessa personalità.

L’ossessiva ricerca della conoscenza accomuna molti personaggi letterari tra cui Faust, protagonista delle opere di Christopher Marlowe e di Goethe, e il dottor Jekyll.

Entrambi credono che il sapere umano non debba necessariamente essere legato all’etica. Purtroppo questo ragionamento capzioso insidia anche le menti più fervide, le quali separano nettamente la cultura dalla moralità.

Un analogo modo di pensare porta alla creazione di mostruosità, generate involontariamente nel tentativo di realizzare qualcosa di straordinario.

Il dottor Jekyll e il signor Hyde sono due facce della stessa medaglia, due esseri in continua lotta tra loro. Spetta a noi decidere quale fra queste due entità debba prevalere sull’altra.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
Autore: Robert L. Stevenson
Genere: Classici
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 130

Studente della Facoltà di Lettere dell'Università di Catania con un grande interesse per la cultura, la scrittura e lo sport.

  • AnimaePartus

    Un grande classico da riscoprire, l’ho letto diversi anni fa. Una storia nota, ma sicuramente da approfondire nei suoi (tanti) risvolti psicologici e sociali. In questo lavoro di analisi la recensione di Mario Rindone può essere senz’altro un’utilissima guida. Bravo Mario, ti confermi un critico di alto livello!