Louis de Wohl: l’ultimo crociato

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Ancora una volta, De Wohl coglie quella pienezza narrativa ottenibile nel momento in cui il contenitore della Storia viene riempito dal soave liquore della Letteratura. Ad essere illuminato dalla penna dello scrittore un personaggio il cui nome viene spesso coperto dalla puntuale grandezza della sua impresa: Juan D’Austria, figlio illegittimo dell’ imperatore Carlo V,  giovanissimo vincitore delle flotte turche a Lepanto, il 7 Ottobre 1571. Una di quelle date sottolineate in rosso nelle cronologie scolastiche, di quelle che designano una brusca svolta del flusso storico.

Grazie ad una – come sempre- riuscita regressione da parte dello scrittore, esso indossa il cuore, gli occhi, l’animo dell’uomo del XVI secolo spagnolo per restituire al lettore un’ irripetibile prospettiva “dal basso”.

Il protagonista viene paternamente accompagnato lungo tutto il tragitto della sua crescita, partendo dai primi anni di anonima formazione, continuando per gli anni dell’aristocratico riconoscimento quale figlio del defunto imperatore, e fratello del nuovo Regnante Filippo II, per poi concludersi con l’eroica impresa bellica passata alla Storia come “battaglia di Lepanto”.

Non tutta la gloria, tuttavia, sembra accreditabile al giovane e abile generale che, a fine racconto, proprio nel momento culminante della sua gloria, sembra farsi piccolo, insignificante, nell’istante in cui scorge nella sua vita l’intervento di un altro Signore.  Ogni romanzo di De Wohl si snoda attraverso due piani di sviluppo storico: uno orizzontale, umano e temporale; un altro verticale, divino e atemporale, capace di intervenire sensibilmente sul primo.

Regnanti impegnati in azioni politiche, valorosi e influenti generali pronti a ingaggiare violente battaglie, senza dimenticare quel fitto sottobosco di infimi uomini di corte intenti a tessere malefiche cospirazioni: tutti singoli vettori che cooperano, nel bene e nel male, alla realizzazione di una volontà superiore che trascende le singole intenzioni e, a volte, ne delude le aspettative.

Tutta la gloria sembra liquefarsi dalle membra umane per confluire verso la figura di quell’ Uomo raffigurato nel Crocifisso issato nella prua della nave ammiraglia nel giorno della vittoria, quasi un vessillo di vittoria. Quel in hoc signo vinces sembra ripresentarsi dopo più di XII secoli nella scritta “in hoc signo vici Turcos, in hoc signo vincam Haereticos”, che lo stesso Juan volle scrivere nel suo stemma.

 

Un romanzo che attrae a sé tutte le peculiarità dello stile dewohliano, un must intrigante e di un non indifferente spessore letterario da non farsi sfuggire.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Louis de Wohl: l’ultimo crociato
Autore: Louis De Wohl
Genere: Storico
Editore: BUR
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 450

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.