Luce del mondo

0

Adesso anche chi finora non avesse avuto il coraggio (o l’interesse) di affrontare le encicliche di Benedetto XVI o i suoi scritti più teologici ha a portata di mano una ghiotta occasione per conoscere da vicino questo personaggio di cui tanto si parla, spesso con parzialità. E di valutare personalmente se è quella persona fredda e distante come i media voglio presentarlo o se invece è quella figura sensibile e paterna che ha conosciuto chiunque abbia avuto occasione di stare alla sua presenza.

La terza intervista di Peter Seewald a Joseph Ratzinger (dopo Sale della Terra e Dio e il mondo) si distingue dalle precedenti per il semplice fatto che nel frattempo il Presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede è diventato Sommo Pontefice. E lo sguardo da fine teologo con cui ha analizzato, seguito e studiato i problemi della Chiesa e del mondo finora è diventato lo sguardo del Santo Padre comune di un miliardo e mezzo di cattolici sparsi in tutti gli angoli del mondo.

Non esita a sottolinearlo, il Papa, nelle pagine del volume dedicate all’accettazione, e alle responsabilità ad essa connesse, dell’incarico di Successore di Pietro: compito pesante che trascende le forze di qualsiasi uomo, e che il Pontefice affronta con la semplice e soprannaturale considerazione più volte ripetuta che Dio gli ha dato questo peso da portare e Dio gli darà anche la forza per sostenerlo.

Nessuno dei temi caldi che hanno caratterizzato questi primi cinque anni di Pontificato sfugge all’implacabile fuoco di domande del suo interlocutore: la difficile situazione della Chiesa in diversi paesi (Cina, Francia, Spagna, Germania, Inghiterra), il dialogo con gli ebrei e con gli altri culti cristiano (ortodossi, protestanti, anglicani), gli scandali legati alla pedofilia e le misure adottate per evitarli in futuro, la crisi ecomica e la crisi di valori, il dialogo con il mondo scientifico, la strenua lotta contro il relativismo morale, il clima e i grandi problemi del pianeta, l’AIDS e la questione del preservativo, ecc. Il Papa risponde in modo acuto e chiaro, senza svicolare e senza eludere le domande più impertinenti. Il costante riferimento alla tradizione della Chiesa e all’importanza di riscoprire il genuino senso della fede dà forza alle sue affermazioni, che presentano un programma semplice e allo stesso tempo impegnativo: i grandi problemi dell’umanità si possono risolvere solo se ogni uomo, nella sua coscienza, cerca Dio e il bene vero, per sè e per gli altri.

Non mancano domande più personali, che forse ciascuno di noi avrebbe voluto fare: sulla sua salute, su come è la vita in Vaticano, se c’è tempo per lo svago e il riposo, quali fim piace vedere al Santo Padre. E non manca anche qualche risposta simpatica come quando l’intervistatore chiede se l’aver indossato una volta il camauro (=tradizionale copricapo rosso e bianco usato dai pontefici fino a Giovanni XXIII) non sia stato un segno simbolico di voler tornare a uno stile pomposo e antico: “L’ho indossato una sola volta. Avevo semplicemente molto freddo e la testa è per me un punto molto sensibile. E mi sono detto: ‘Visto che c’è mettiamo questo camauro’. Ma è stato veramente solo il tentativo di difendermi dal freddo. Da allora non l’ho più indossato. Perchè non nascessero altre, superflue interpretazioni.”

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Luce del mondo
Autore: Benedetto XVI
Genere: Saggio
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 288
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.