Lui è tornato

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Cosa succederebbe se Hitler si risvegliasse improvvisamente nei giorni nostri con lo scopo di riconquistare il popolo tedesco?

In un piccolo campo sportivo di Berlino, mentre alcuni ragazzini si passano svogliatamente un pallone da calcio, accade qualcosa di inspiegabile. Dopo un sonno durato quasi settant’anni, senza ricordarsi nulla di ciò che poteva essergli accaduto, Hitler si risveglia in una Germania che, nel 2011, è molto cambiata da come lui la ricordava. Si ritrova spaesato in un Paese che conosceva così bene e che eppure ora gli sembra ignoto. Non ci sono più i giornali che venivano stampati un tempo, la radio e la televisione non vengono più utilizzati per fare propaganda politica, ma trasmettono senza sosta musica e programmi di cucina. La Germania non ha più un Furher, nè il Furher può considerarsi tale se non ha un popolo da guidare. Così la soluzione al problema appare immediata, per un uomo come Hitler: il popolo va riconquistato e bisogna adeguarsi ai mezzi di comunicazione moderni. E sceglie la televisione come mezzo per intraprendere una nuova scalata verso il potere.

Il grande pregio di questo libro è la sua capacità di divertire il lettore e allo stesso tempo spaventarlo. La trama è incentrata su una semplice idea di base, che sia i lettori sia gli stessi personaggi del libro condividono: è impossibile che Hitler ritorni. Deve esserci una spiegazione razionale al fatto che quell’uomo parli e ragioni come lui, non abbia un’identità se non quella assurda che dice di avere. Quell’uomo, che per la società non esiste in quanto non è in possesso di alcun documento, non può essere Adolf Hitler, perché costui è morto da tempo. Allora non può che essere un attore, per giunta molto bravo e preparato visto che ricorda dettagli storici sconosciuti ai più e che è in grado di recitare ogni discorso pronunciato da Hitler alla lettera. Questo è l’elemento che rende comico il libro: Hitler è anacronistico e si scontra costantemente con una realtà che per lui appare ignota e oltre al danno si aggiunge la beffa del pubblico che applaude la sua messinscena. La sua figura storica diventa una caricatura e il lettore ride di fronte ad un pezzo di satira così ben orchestrato.

Ma Hitler con molta furbizia coglie immediatamente il risvolto positivo del fatto che nessuno creda nella sua identità. Sfrutta il fatto che tutti credano che sia un attore per entrare nel mondo della televisione, dove fa fortuna come comico, guadagnandosi un programma tutto suo e diventando una delle star più cliccate su YouTube. Mentre fa il comico però continua a riproporre le idee che avevano guidato un tempo la sua politica. E qui si incontra l’elemento che rende il libro spaventoso: ora il pubblico si sente legittimato a condividere le sue idee, perché in fondo crede di avere di fronte soltanto un maestro della satira. Innocuo.

Qui sta il genio dell’autore, che sa abilmente mostrarci come Hitler non se ne sia mai andato. Le sue idee sono più vive ed attuali che mai, ricoprono il terreno che calpestiamo come una sostanza liquida su cui è facile scivolare. Stanno lì in sordina, non dette, perché abbiamo più tabù di quanti crediamo di romperne. In attesa che qualcuno ci legittimi a dirle a voce alta. Così Timur Vermes ci racconta una storia di fantasia che ha molto da insegnare rispetto a come andrebbe raccontata la Storia. Senza aver paura di guardare attraverso gli occhi del carnefice: forse solo così riusciremmo ad imparare davvero.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Lui è tornato
Autore: Timur Vermes
Genere: Romanzo
Editore: Bompiani
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 445
Federica La Terza

Una fonte inesauribile di idee che sprizzano fuori dalla mia testolina in una cascata di ricci. Ho tre grandi passioni di cui sono certa non riuscirò mai a fare a meno: la lettura, il karate e la pittura. Sono estremamente curiosa e assetata di conoscenza come una bimba nei suoi primi anni di vita. E come i bimbi ho un caratterino mica da ridere…