Luisa Spagnoli

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Un film di Lodovico Gasparini. Con Luisa Ranieri e Vinicio Marchioni. Paese: Italia. Produzione: Rai Fiction. Anno: 2015. Uscita: Rai 1 1 e 2 febbraio 2016.

La storia di Luisa Spagnoli diventa una fiction …

Cosa lega il cioccolatino più romantico del mondo ad una delle maison italiane più famose? Pochi sanno che dietro a tutto questo c’è il nome di una donna, Luisa Spagnoli. E’ stata lei a inventare il bacio Perugina e a fondare la casa di moda che piace anche a Kate Middleton.

Alta, fisico imponente, capelli neri raccolti, occhi castani profondi, sguardo austero. Sono questi i tratti principali che costituiscono l’immagine più diffusa di Luisa – donna curiosa e appassionata – dal carattere determinato. Luisa Spagnoli è stata una delle fondatrici dell’industria moderna italiana e nel corso della sua breve esistenza ha scritto una storia unica che unisce sentimenti, famiglia, sogni, estro e creatività. Una vita che sembra un romanzo.
Figlia di un pescivendolo poco più che ventenne sposò Annibale Spagnoli che nel 1907, insieme a Francesco Buitoni e altri due soci, fondarono la Perugina per la fabbricazione dei confetti. Mentre l’Italia entrava in guerra, la gamma di produzione si ampliava: ai confetti si aggiunsero caramelle, cioccolato e il cacao in polvere. Allo scoppio della prima guerra mondiale Luisa rimase sola con i suoi tre figli, ma non si lasciò prendere dal panico, dimostrando una rara capacità imprenditoriale e dando sfogo alla sua creatività: cominciò a inventare una varietà di cioccolatini con nomi invitanti tra cui il famoso bacio, nato proprio da una sua intuizione.

Luisa cercava un sistema per non sprecare i preziosi residui di altre lavorazioni. Un giorno ne fece un mucchietto a forma di pugno, ci mise sopra una nocciola intera, lo ricoprì di fondente e lo chiamò «Cazzotto». Fu Giovanni Buitoni a cambiargli nome in «Bacio». Prese così forma uno dei cioccolatini italiani più conosciuti in tutto il mondo. Un’idea straordinaria soprattutto per il contenimento dei costi dell’azienda.
Fu un successo senza precedenti a cui, purtroppo, non corrispose quello nella vita privata: Luisa si legò a Giovanni Buitoni, un uomo molto più giovane di lei, mentre il marito decise di abbandonare l’azienda. Un rapporto, quello tra Giovanni e Luisa, vissuto sempre nella massima discrezione, di cui non si sa quasi nulla anche perché i due decisero di non convivere. Pochissime anche le testimonianze e i ricordi delle persone più vicine alla coppia che hanno raccontato di un legame profondo quanto riservato.
Intanto durante un viaggio a Parigi, Luisa scoprì la lana d’angora allora quasi sconosciuta in Italia. Così, quando rientrò in Italia cominciò ad allevare questa razza nel parco della sua villa a Santa Lucia, poco fuori Perugia. Così con sette operaie prese in prestito dalla Perugina, Luisa si mise a filare. Era il 1928.

In quegli anni il suo nome era già entrato nella storia, anche per le qualità umane della imprenditrice umbra che dedicava molto del suo tempo, a cercare di migliorare la vita dei suoi dipendenti: fondò, infatti, un asilo nido aziendale nello stabilimento di Fontivegge. Gli ex dipendenti hanno raccontato che Luisa era solita seguire tutte le fasi della lavorazione, per ottenere il miglior filato possibile e che si prodigasse in consigli per le sue lavoranti. Il suo progetto era a buon punto, quando l’imprenditrice si ammalò di un male inguaribile a soli cinquantatre anni. Il testimone passò, dopo la morte di Luisa, al figlio Mario che trasformò l’attività materna di tipo artigianale in attività di carattere industriale, senza mai perdere di vista il rapporto umano con i suoi dipendenti.

Negli Anni ’40, in un periodo in cui molti soffrivano la fame e il freddo, gli Spagnoli regalavano ai loro operai per Natale maglie, calze e lana.
La storia di questa straordinaria donna imprenditrice e manager, è diventata una miniserie tv in due puntate, in onda su Raiuno l’uno e il due Febbraio, per la regia di Lodovico Gasparini che ha per interprete la brava Luisa Ranieri. La location del set è stata Perugia che durante le riprese si è ritrovata a rivivere alla ricerca del tempo perduto, tra l’Ottocento e il Novecento, quando i bambini giocavano in strada, tra eleganti signore e gentiluomini vestiti di grigio.

 

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia