L’ultima canzone

0

È interessante leggere che il nuovo romanzo di Nicholas Sparks ha conosciuto la stesura come sceneggiatura (il film, in uscita per il 2 aprile 2010, verrà interpretato da Miley Cyrus, alias Hannah Montana, idolo delle adolescenti di tutto il mondo) prima di attendere la veste libraria. La storia è commovente, magari un po’ patinata e “artificiosa” in alcuni punti, ma è degna dei migliori libri di Nicholas Sparks. I protagonisti sono due ragazzi, come ai tempi de I passi dell’amore.

Veronica Miller, detta Ronnie, è una ragazza di diciassette anni che viene spedita dalla madre a trascorrere le vacanze estive a casa del padre (ex-pianista e insegnante di musica), insieme al fratello Jonah di dieci anni. Ronnie vive con la madre e il fratello a New York, mentre il padre vive più a Sud, in North Carolina, in un paesino di nome Wilmington dove si è trasferito dopo il divorzio.

Ronnie è furiosa con il padre che incolpa di aver abbandonato la famiglia e perciò di aver fatto naufragare il matrimonio per tentare la carriera concertistica (oltre ad accusarlo di una presunta relazione extraconiugale); per questo non gli parla più da tre anni né risponde alle sue lettere.

Ronnie crede che sarà la peggiore vacanza della sua vita, gomito a gomito con un genitore che disprezza (lei stessa ha smesso di suonare il pianoforte e non vuole nemmeno vedere lo strumento a casa del padre, tanto che lui gli costruisce davanti un muro e va a suonare nella chiesa locale per non farsi sentire dalla figlia), costretta a passare i mesi estivi in un paesino dove il massimo del divertimento è pescare, fare surf, passeggiare lungo la spiaggia.

Eppure, è proprio qui, in un posto su cui lei non avrebbe scommesso un centesimo, che conosce il primo amore importante della sua vita, Will, e che apprende le qualità di suo padre. Un padre che non la giudica, che si fida di lei, che lei ha sbagliato a tagliar fuori dalla sua vita. Purtroppo, quando lo capisce è troppo tardi perché Ronnie scopre che il padre ha un tumore e che gli restano pochi mesi di vita. Ormai, però, Ronnie vede le cose con occhi nuovi, e terminata l’estate decide di rimandare l’iscrizione al college per rimanere con il padre e accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Sarà con loro il pastore Harris, vecchio amico del padre e suo primo insegnante di musica. Uomo di fede e di preghiera, mite e paziente.

Come già ne I passi dell’amore, anche in questo romanzo è fondamentale l’elemento religioso. Steve, infatti, il padre di Ronnie, s’interroga spesso su come sentire Dio nella sua vita. Invidia il pastore Harris che parla con Dio come si parla ad un amico, e ne sente puntualmente le risposte. È descritta molto bene la parabola di Steve, direi il personaggio meglio riuscito del libro: se la musica, all’inizio della sua carriera lavorativa, rappresenta l’ambito in cui cercare il vero significato dell’esistenza e le tracce del divino, man mano che il successo dirada e i concerti diminuiscono si rivela per quel che ha veramente rappresentato: una via di fuga dal mondo e dalle sue responsabilità. Mentre è lo stare a contatto con i figli che gli fa capire che Dio è lì con lui ogni giorno, e gli parla con la bellezza delle relazioni affettive, della natura, delle gioie piccole e quotidiane. In un finale strappalacrime hollywoodiano, padre e figlia si riavvicinano perdonandosi, complice anche “l’ultima canzone” che il padre ha iniziato a comporre per Ronnie e che lei stessa completa per lui.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: L’ultima canzone
Autore: Nicholas Sparks
Genere: Sentimentale
Editore: Frassinelli
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 437
Cogitoetvolo