L’ultimo paga

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30 gradi all’ombra. Al sole è meglio non saperlo. Per fortuna c’è un leggero vento piacevolissimo, ed entra tutto dentro la mia maglietta mentre pedalo a fondo sulla strada verso Sampieri, una frazione marinara nel comune di Scicli, in Sicilia. Questo viaggio in sella alle nostre biciclette lo aspettavamo da un po’, da marzo per l’esattezza, quando Andrea e Chiara hanno raggiunto la laurea. Poi è toccato a Paola, Luca e me, gli ultimi colleghi “incoronati” d’alloro nella sessione di giugno. “Dopo la laurea si parte tutti insieme in bici” avevamo detto. E adesso eccoci qui, cinque biciclette sulla strada assolata, come fossimo i Goonies del 2000 alla ricerca del loro tesoro: il mare.

Partiti dal nostro polo universitario di Catania, ci siamo diretti, per iniziare, verso la provincia di Siracusa, con l’obiettivo di tracciare l’intero perimetro della Sicilia e di tuffarci in ogni angolo di mare. Dietro il sellino abbiamo legato il sacco a pelo, pochi ricambi e qualche misera provvista: siamo in Italia e i posti in cui mangiare ottimi piatti sono infiniti! Il cibo qui non è certo un problema. Ho ancora nella mente, nello stomaco e nel cuore il ricordo della pizza che abbiamo assaporato la prima sera del nostro viaggio: il bordo croccante, la farina che ti restava sulle dita, la dolcezza dei pomodorini di Pachino, la mozzarella di bufala… E la seconda sera? Pasta alla norma, un vero e proprio trionfo di melanzane condite con il gusto del basilico fresco. Che meraviglia!

Mi mordo le labbra mentre ripenso a tanta bellezza, e sto per dire agli altri che ho di nuovo fame, quando Luca mi supera in curva e grida la frase simbolo di questo viaggio: “l’ultimo paga!”. Accidenti, avrei voluto fermarmi e cercare un posto in cui ordinare un piatto di spaghetti (sono le 16:30 ma poco importa al mio appetito), ma Luca ha detto che l’ultimo paga: paga a tutti una nastro azzurro, la nostra birra preferita, la birra del nostro viaggio. Non ho ancora abbandonato del tutto l’idea di fermarmi, quando vedo gli altri accelerare il ritmo. Muovono veloce le gambe e vedo i loro polpacci che si gonfiano ad ogni pedalata. Stringono forte il manubrio e tengono lo sguardo fisso sulla strada. Dietro la curva spunta d’improvviso il mare. Siamo a Sampieri e vediamo già la spiaggia. La spiaggia e i chioschi: è lì che andremo.

Luca, Paola e Andrea sono in testa e si distanziano per poco. Li segue Chiara, che si volta a guardarmi e mi grida “lenta!”. E in effetti sono l’ultima a posare la bici all’ingresso della spiaggia. Che volete? Ero troppo comoda nel mio mondo di pizze e spaghetti per accelerare. Sono l’ultima e non me lo faccio ripetere due volte. Mi dirigo subito verso il chiosco e prendo cinque Nastro Azzurro fredde, ghiacciate come piacciono a noi. Prendo cinque Nastro Azzurro e un cono gelato per me: pistacchio e nocciola. Beh, non avrò assaggiato il sapore della vittoria, ma quello del viaggio sì… il gusto del viaggio sì!

Torno dai miei amici che se ne stanno seduti sulla sabbia, con lo sguardo verso il mare. Stappiamo le Nastro Azzurro e brindiamo alla nostra, all’estate che inizia, a questo viaggio. Poi Andrea prende il suo smartphone e si connette su youtube. È la nostra abitudine pomeridiana per questo nostro viaggio: spiaggia, birra e uno spezzone dei video di Pierpaolo, che sta girando l’Italia alla scoperta del Gusto del viaggio. Le puntate potremo vederle interamente quando torneremo a casa. Andranno in onda ogni sabato alle ore 20:00 su National Geographic Channel. Oggi guardiamo solo il teaser della prima puntata:

https://www.youtube.com/watch?v=dox6LD0prMU

Ci piace guardarlo. Ci ricorda che anche noi siamo in viaggio. Ci ricorda qual è il gusto dell’Italia. E a me personalmente ricorda che devo ancora prendere quel piatto di spaghetti. Vado subito!

Articolo Sponsorizzato

Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.