L’umanità ritrovata

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Ancora più della violenza e della crudeltà, l’umanità sa come nascondersi, camuffarsi, sparire. Far perdere le proprie tracce salvo poi, all’ultimo, presentarsi là dove meno ci aspetteremmo di ritrovarla. E’ quello che è accaduto a Teheran, in Iran, dove il fotografo Amir Pourmand ha immortalato due giovani prossimi all’impiccagione per aver commesso una rapina. Uno di questi, disperato, piange alla ricerca di una consolazione, che riceve inaspettatamente dal boia, da colui che a breve lo condurrà a morte.

Si verifica così il commovente incontro che Pourmand ha fatto conoscere al mondo: il volto distrutto del condannato accanto a quello mascherato di colui che condanna, la debolezza e la forza, la vita che svanisce e quella che resta. Il tutto fuso in un abbraccio provvisorio ma destinato, grazie alla fotografia, a ripetersi all’infinito. Come una preziosa reliquia bidimensionale, un dono imprevisto, la prova incancellabile dell’umanità che sopravvive e alla fine riemerge, nonostante tutto.

Ignoriamo se fra il boia ed il giovane condannato vi sia stato scambio di parole, se il primo abbia sussurrato qualcosa al secondo o se sia stato quest’ultimo, invece, a tentare di mendicare una pietà per lui ormai irraggiungibile. Sappiamo però – dicevamo – che quell’abbraccio tra i due c’è stato veramente; e anche se non è purtroppo bastato a cancellare l’ennesima esecuzione capitale in un Paese dove se ne contano già a iosa, quell’abbraccio rimane. Come una sorpresa. Come un arrivederci. Come un estremo ed umanissimo insegnamento.

giulianoguzzo.wordpress.com

Classe '84, sociologo. Sono veneto, ma lavoro a Trento. Appassionato di bioetica, scrivo per alcuni siti e riviste e per tutti quelli che amano e odiano le mie opinioni. Soffro di grafomania ma non ho alcuna intenzione di farmi curare.