Macerie prime: la generazione sprecata di Zerocalcare

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Ogni personaggio dovrà affrontare il suo demone, la creatura mitologica ladra di una parte del suo essere

Quando lo scorso dicembre sono andata alla presentazione di Macerie prime, mi ha fatto sorridere che Zerocalcare avesse detto di essere incredulo che tutta quella gente fosse lì per lui.

Ci tenne a chiarire che lì si sarebbe parlato “der libro mio” a scanso di equivoci, magari qualcuno si fosse perso e non fosse stato interessato. No, era tutto pubblico suo. Ah. Da parte di uno che ha stampato in prima tiratura 100mila copie di un lavoro mastodontico ed impegnato come Kobane Calling quel dubitare delle proprie capacità… ci stava. Perché Zerocalcare, come tutti i grandi, si sente piccolo senza falsa modestia.
Macerie prime (Bao Publishing, novembre 2017) è un’altra opera pregna di quest’umanità che ci sta mancando, che ci viene portata via, come rappresenta il fumetto stesso, pezzo a pezzo, da misteriosi avvoltoi giganti, quando la rabbia e l’invidia ci rendono sempre meno noi. Quando le cose cambiano ma attorno a tutti ci sono solo macerie. Quando persino Cinghiale si abbandona alla vita coniugale, Secco, che di mestiere faceva il giocatore di poker online, adesso fa l’insegnante, e l’Armadillo, compagno di una vita, sembra che stia per dire addio ai lettori.
Un fumetto che in realtà è un quadro che dipinge scena per scena un’Italia vera e precaria, in cui il successo degli altri è visto come una minaccia che grava sulle proprie miserie, in cui lo stesso Zerocalcare, che negli anni è diventato famoso, è il “signorino” del gruppo, quello troppo preso dai suoi accolli per degnare delle giuste attenzioni i suoi amici di una volta. Le grandi rivoluzioni, il G8 di Genova, le ragazzate: è tutto scaduto in questo cumulo di detriti. E dire che non hanno neanche quarant’anni.

Ogni personaggio dovrà affrontare il suo demone, la sua creatura mitologica ladra di una parte preziosissima del suo essere. Il finale è ancora a sorpresa: attende i curiosi a maggio, quando uscirà il secondo volume, conclusivo della storia.
La crisi di Zerocalcare è affrontata da tutti i lati e gli angoli della situazione popolare e con una costante ed imperdibile ironia che a fine lettura, quando ti chiedono di cosa parlasse, neanche ci pensi a dire “Un libro sul fallimento della generazione anni ’80“. Perché non è questo, o perlomeno, non ti fa credere che lo sia. La narrazione è dinamica, scorrevole, comica, e soprattutto onesta. Autocritica.

Senza scadere in quelli che ha sempre definito “pipponi emo”, Michele Rech porta all’estremo la sua abilità di farsi bastare la sua vita come fonte inesauribile di spunti.
Cattura nelle sue pagine quella che a noi sarebbe sembrata una comune dinamica tra amici e la trasforma in una storia complessa, degna di essere raccontata, che insegna qualcosa senza pulpiti e senza morali.
Che con franchezza, per ogni tassello di umanità che toglie ad un suo personaggio, ne restituisce uno al lettore.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Macerie prime: la generazione sprecata di Zerocalcare
Autore: Daniel Pennac
Genere: GENERE NON IN ELENCO
Editore: EDITORE NON IN ELENCO
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 188
Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.