Malati di cellulare

5

Ci si può ammalare di telefonate? L’alternarsi in questi ultimi 20 anni di ricerche più o meno autorevoli ha dato risultati contrastanti. Questo non ha certo contribuito a far chiarezza, alimentando anzi dubbi sulla veridicità dei bollettini ufficiali.

Nel mondo ci sono oltre 5 miliardi di cellulari. Gli italiani ne hanno in media due a testa, con un giro di affari di 45 miliardi di euro. Secondo i risultati di una recente ricerca condotta nel nostro Paese e nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) da Intel (la più grande azienda multinazionale produttrice di microprocessori) in collaborazione con Redshift Research, il 93% degli italiani considera questo dispositivo mobile irrinunciabile, al punto da non rispettare le più elementari regole di buona educazione, oltre che di sicurezza: per esempio, uno su tre scrive messaggi mentre guida, mentre uno su due non esita a interrompere una conversazione “face to face” per rispondere, chiamare, controllare, maneggiare e smanettare in crisi d’astinenza.

Suona l’allarme
Se è questo l’utilizzo che si fa del cellulare, non sorprende che si sia scatenato l’allarme – visibile soprattutto sui social network – dopo che l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato l’estate scorsa attraverso l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) che il nostro cervello è a rischio. A dire il vero nulla è certo. I verbi sono coniugati al condizionale: i telefonini e gli altri apparati wireless (compreso il cordless, a quanto pare altrettanto pericoloso) “potrebbero” essere responsabili del notevole incremento di tumori cerebrali che si sta verificando negli ultimi anni in tutto il mondo. Dopo una settimana di full immersion, i 31 scienziati di 14 Paesi convocati dalla Iarc hanno dichiarato che “le prove che si vanno accumulando siano ormai sufficienti a motivare l’inclusione delle radiofrequenze elettromagnetiche tra gli agenti classificati come 2B”, cioè appunto come possibili cancerogeni.
La dichiarazione giunge un anno dopo la pubblicazione sull’International Journal of Epidemiology, nel maggio 2010, dei risultanti dell’imponente studio denominato “Interphone” – promosso dall’Oms e iniziato nel 2000 – che così sentenziava: “Nel complesso, non si è osservato un aumento del rischio di ammalarsi di glioma o meningioma dovuto all’utilizzo di telefoni cellulari. Ci sono suggerimenti di un aumento del rischio di glioma ai più alti livelli di esposizione… I possibili effetti di un sostenuto uso a lungo termine dei telefoni cellulare richiedono ulteriori indagini”. A coordinare lo studio fu proprio la Iarc, il cui direttore affermò che “i risultati non ci consentono di affermare che vi sia qualche rischio associato all’utilizzo dei telefoni cellulari, ma è anche prematuro affermare che il rischio non esiste”.

Chi vivrà vedrà
A distanza di un anno il parere è dunque cambiato, ma neanche troppo, se si guarda bene. La grande prudenza che caratterizza i rapporti più “autorevoli” finora diffusi appare sospetta, soprattutto se nell’elenco dei principali finanziatori delle ricerche figurano le stesse case produttrici di telefoni mobili.
È proprio questo aspetto inquietante – su cui peraltro si è soffermato a lungo nel novembre scorso il programma televisivo “Report”, accendendo il dibattito e alimentando sconcerto e preoccupazione – che induce a diffidare dei risultati secondo cui la pericolosità dei cellulari è tutta da dimostrare. Il che probabilmente è vero, nel senso che – considerata l’affermazione tutto sommato recente del telefonino – occorrono ulteriori esami per stabilire una correlazione tra il suo utilizzo e alcuni tumori cerebrali.
Per adesso non ci è dato sapere se è vero – come molti sostengono – che le onde elettromagnetiche causano gravi effetti dopo 10 anni di esposizione per 30 minuti al giorno. Pare però che i bambini siano effettivamente più a rischio perché tali onde penetrano più in profondità nel cervello.
L’ultima sentenza dell’Oms, come abbiamo visto, afferma che le radiofrequenze generate dalla telefonia mobile potrebbero causare tumore, facendo crescere il livello di guardia ma gettando nel contempo acqua sul fuoco perché inserisce i potenziali agenti cancerogeni nel livello di pericolosità “2B”: lo stesso livello in cui si colloca il caffè.
L’alternarsi in questi ultimi 20 anni di ricerche più o meno autorevoli dai risultati contrastanti (la letteratura scientifica in proposito è piuttosto vasta) non ha certo contribuito a far chiarezza, alimentando anzi dubbi sulla veridicità dei bollettini “ufficiali”. In Italia, ad esempio, poco dopo il “nuovo” parere espresso dall’Oms il Consiglio superiore della sanità non ha escluso l’esistenza di causalità tra esposizione da cellulare e insorgenza del cancro “quando si fa un uso molto intenso del telefono cellulare”, mentre esattamente un anno prima, dopo la diffusione dei risultati più rassicuranti dello studio “Interphone”, l’Istituto superiore di sanità aveva dichiarato che “l’uso dei telefoni cellulari non aumenta il rischio di tumori cerebrali… Né per il glioma, né per il meningioma, si sono osservati incrementi di rischio in relazione alla durata dell’uso del cellulare, neppure tra gli utilizzatori a lungo termine (10 o più anni)”.

La domanda “insomma, il cellulare fa male o no?” resta per adesso senza risposta. Certo è che, in assenza di prove certe (o perché non ci sono ancora o perché non ce le vogliono dare), qualche precauzione possiamo prenderla in attesa che l’epidemiologia faccia più chiarezza nei prossimi anni. Ad esempio, usando l’auricolare per ridurre l’incidenza delle onde elettromagnetiche; o tenere il cellulare lontano dal corpo quando non lo si usa; o togliere la rete quando si ascolta la musica; o utilizzare il fisso al posto del cordless. O, ancora, gli stessi libretti di istruzioni (che nessuno legge) suggeriscono di tenere il cellulare un po’ distante dall’orecchio: secondo alcuni ricercatori, però, questa precauzione non servirebbe a niente. Soprattutto, non si dovrebbe tenere il cell sotto il cuscino, come molti ragazzini fanno.
E chissà, forse tra un po’, come molti propongono, anche sui telefoni mobili comparirà la scritta: “Nuoce gravemente alla salute”. Cosa che già avviene nel Maine, Usa, dove è stato varato un provvedimento per cui su ciascun cellulare è d’obbligo riportare questa scritta: “Questo dispositivo emette radiazioni elettromagnetiche ed una esposizione a queste ultime potrebbe comportare cancro al cervello per cui gli utenti, specialmente bambini e donne in gravidanza, dovrebbero evitare lo stretto contatto tra il cellulare e il proprio corpo, specialmente la testa”.

Articolo tratto da Dimensioni Nuove

 

Cogitoetvolo
  • Cogitoetvolo

    prova commento dopo au94

  • Cogitoetvolo

    prova commento dopo au94 e cogitoetvolo

  • Cogitoetvolo

    altra prova

  • Cogitoetvolo

    ciaooooooooooo

  • Cogitoetvolo

    ma non condivide!!!