Meglio una fedeltà lunga che un divorzio breve

1

Anche in Italia si accorciano i tempi per il divorzio. Non è detto che sia un bene.

Quaranta anni fa un referendum confermò il favore popolare alla legge sul divorzio. In questi giorni la commissione Giustizia di Montecitorio ha dato il via libera ad emendamenti che renderanno le pratiche per ottenerlo ancora più rapide. La legge verrà presentata alla Camera il prossimo 26 maggio (ndr: la legge è stata approvata il 22 aprile 2015).

La notizia è su tutti i giornali, riportata con una certa soddisfazione: finalmente anche l’Italia, come altri paesi europei, consente di sbrigare in poco tempo questa pratica burocratica. Siamo avanti, anche noi, come gli altri, sembrano dire o pensare tanti.

Senza entrare nel merito della legge, non avendone gli strumenti giuridici, e tenendomi lontano da motivazioni religiose (alcuni pensano che chi è contro il divorzio lo sia solo perché è cattolico: ma si può essere così superficiali?) desidero fare alcune riflessioni che mi sembrano di buon senso.

Innanzitutto la considerazione che le cose rotte non sono sempre e certamente da buttare. Sentivo parlare qualche tempo fa del kintsugi, una pratica giapponese che consiste nel rimettere insieme, fissandoli con oro colato, i pezzi delle ceramiche preziose finite in frantumi. Il risultato è un oggetto ancor più prezioso. Le crisi sono a volte occasioni per ricostruire, ripartire, tornare alle motivazioni originarie. Siamo proprio sicuri che facilitare uno scioglimento sia veramente l’unica soluzione per risolvere una relazione difficile? It’s been written in the scars on our hearts/ we’re not broken just bent/ and we can learn to love again… cantava Pink poco tempo fa: non siamo rotti, ma piegati, possiamo imparare ad amare di nuovo. La speranza. Secondo gli antichi nel vaso che conteneva tutti i mali c’era anche lei, in fondo in fondo.

Un’altra considerazione viene da fare: sposarsi non è obbligatorio (e infatti sempre meno coppie lo fanno). L’esperienza di molti, però, insegna che è bello potersi unire a una persona col desiderio che sia per sempre. C’è un certo fascino nel sentirsi dire: voglio stare con te per sempre. Rispetto a: voglio stare con te finché non ci stanchiamo, oppure ‘finché sta bene a entrambi’ (o, peggio: finché non trovo un altro migliore…). Allora invece di investire tanti sforzi (e tanto entusiasmo) nel rendere più facile e veloce il divorzio, non sarebbe più sensato impegnarsi perché chi arriva a decidere di sposarsi lo faccia con maggiore consapevolezza e desiderio? Essere circondati da persone deluse, addolorate (perché dietro la parola divorzio c’è tanto dolore e delusione) crea un clima di sfiducia, di amarezza, di cinismo, che non fa bene al desiderio di amore che tutti noi abbiamo. Con un po’ di preparazione in più forse ci sarebbero meno divorzi…

Infine: quanta sofferenza nelle famiglie separate! Soffrono i due coniugi che si lasciano, soffrono i loro figli, soffrono a volte i nuovi compagni che devono fare i conti con i fantasmi del passato del loro partner. Sarà pur vero che in alcuni casi, soprattutto in situazioni di violenza, di squilibrio mentale, di malattia, la separazione è la soluzione migliore per il bene di tutti. Ma ci sono anche esempi in cui la fedeltà alla lunga ha dato i suoi frutti. Non doveva essere facile la vita accanto a Fedor Dostoevskij, epilettico, giocatore incallito che sperperava in beni della famiglia ed era sempre estremamente inquieto. Eppure Anna Grigor’evna decise di stare con lui fino all’ultimo. È anche grazie a lei che ci sono arrivati alcuni del capolavori del grande scrittore.

Era nella moglie Pierrette  e nella figliola Véronique che il giovane francese Jacques Fesch, condannato a morte per aver commesso un omicidio durante una rapina, cercava la forza per affrontare la pena che lo attendeva. Nelle sue lettere dal carcere chiedeva perdono per la propria infedeltà, e desiderava che, per rinnovare e suggellare la loro unione,  si potesse celebrare anche il matrimonio religioso tra loro due. Cosa che avvenne per procura il giorno prima della sua esecuzione.

E di storie simili ce ne sono tante, a testimoniare che l’unità è una forza, la disgregazione una sconfitta. È meglio una fedeltà lunga che un divorzio breve.

Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.