Memorie di Adriano

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Memorie di Adriano è il racconto di un’anima: l’audace tentativo di insinuarsi cortesemente tra i flussi di una mente ormai consegnata al voluminoso libro del passato. E i pensieri acquisiscono fattezze proprie, sottratti alla storia e al mondo spirituale, pescati in un non-luogo e in un non-tempo, ricreando una figura d’uomo a tutto tondo, ottenendo quella mirabile identificazione tra anima pensante e scrittore che solo la Letteratura può realizzare.

Il mondo come doveva apparire nel II secolo d.C, quella frazione di storia coincidente con l’apogeo dell’impero, il punto più elevato del parabolico tragitto di una pietra scagliata, è descritto attraverso il setaccio dell’Adriano uomo, più che imperatore: un uomo alle prese col mistero inesauribile della vita, scavata, analizzata con tutte le forze mentali e spirituali, eppure mai scandagliata nei suoi angoli più reconditi. Le parole rivestono, descrivono ciò su cui posò il suo sguardo, i concetti su cui indugiarono le sue meditazioni serali, meticolosamente preservate del turbinoso flusso degli impegni di stato.

Leggere […] con occhi, anima, sensi del II secolo; immergerlo in quel’acqua madre che sono i fatti contemporanei; eliminare finché è possibile tutte le idee, i sentimenti che si sono accumulati, strato su strato, tra quegli esseri  e noi […] prendere come punto di contatto con quegli uomini soltanto ciò che c’è di più duraturo, di più essenziale in noi, sia nelle emozioni dei sensi sia nelle operazioni dello spirito”

Le pagine fremono della stessa irrequietezza che dovette stuzzicare le corde del cuore di Adriano, nella graduale consapevolezza della limitatezza umana, di quella -a volte scomoda- convivenza tra l’anima e un corpo da trascinare. E’ l’uomo in una particolare congiuntura storica, quello che interessa alla Yourcenar:  quel breve segmento di tempo in cui gli dei non c’erano più  e Cristo non ancora, un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo.

La trama del libro segue la vita dell’imperatore, ma attraverso il flusso dei suoi pensieri, pacato e a tratti convulso. Il passaggio da un tema all’altro non è mai facilmente individuabile, si realizza in un nebuloso sfumare: come il morbido passaggio da un colore all’altro nell’iride dell’arcobaleno. Anima e parole si raggrumano. I pensieri si susseguono, uno dopo l’altro, intrecciando una sinuosa rete di filamenti dorati intervallati, talora, da accecanti sentenze morali, come preziosi diademi su uno sfondo aureo. Un’anima che è quindi la protagonista del racconto, e che è, appunto, la dedicataria delle ultime parole di Adriano in punto di morte, in quel famoso adagio passato alla storia:

“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti.”

Le pagine sono dense, non stancano il lettore esperto, lo deliziano. Certamente, un libro assolutamente inadatto per coloro che necessitano di una narrazione ben definita, di una certa materia su cui far riposare i propri pensieri durante la lettura.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Memorie di Adriano
Autore: Marguerite Yourcenar
Genere: Romanzo filosofico
Editore: Einaudi
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 347

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.