Meraviglie – La penisola dei tesori

0

Il nuovo programma di Alberto Angela ci racconta i tesori italiani riconosciuti «patrimonio dell’umanità»

La cultura e la bellezza pervadono il nostro paese. Si annidano dietro ogni angolo, nei centri storici delle nostre città e nelle campagne, tra i vitigni e le colline, nei siti archeologici e nei fasti di antiche civiltà. Cultura e bellezza permeano le nostre vite, le impregnano e le riempiono, educano il nostro sguardo all’arte, all’assoluto, alla meraviglia. Non si tratta di facile campanilismo, ma di un dato di fatto, un vanto che da tempo il mondo ci riconosce e che spesso tendiamo a dimenticare. Nel suo nuovo programma, Alberto Angela prova a ricordarci quanto straordinari possano essere i tesori della nostra penisola e l’ingegno dei suoi abitanti, portandoci alla scoperta di quei siti che l’UNESCO ha dichiarato «patrimonio dell’umanità».

Nell’arco di quattro puntate, Meraviglie guida lo spettatore da Nord a Sud, soffermandosi ogni sera su tre luoghi simbolici. Le prime due puntate sono andate in onda su Rai1 giovedì 4 e mercoledì 10 gennaio, riscuotendo un incredibile successo di pubblico, tanto da toccare i 5 milioni e 700 mila spettatori. Se ve le siete perse, potete rivederle qui. Le prossime puntate andranno in onda il 17 e il 24 gennaio: segnate le date sul calendario e non prendete impegni. Ne vale davvero la pena e in questo breve articolo vorrei spiegarvi perché.

Piazza del Campo a Siena, tra i protagonisti della prima puntata di Meraviglie

Alberto Angela è noto per aver sempre saputo coniugare una divulgazione di alto profilo ad una televisione generalista, che dev’essere per vocazione chiara e soprattutto interessante per tutti. Meraviglie non tradisce gli standard a cui il conduttore ci ha abituati e se possibile alza l’asticella. L’aspetto scientifico è curato nei dettagli, avvalendosi della consulenza di docenti di primo piano, come lo storico Alessandro Barbero. All’aspetto divulgativo ci pensano Angela e quel suo savoir-faire che tanti fan gli ha procurato (gli ormai celebri Angelers), accompagnati questa volta da testimonianze di personaggi celebri e ricostruzioni storiche. L’idea è quella di portare sulla scena il rapporto tra un luogo e gli uomini che vi abitano, associando ad ogni sito un racconto di vita vissuta. Così al conduttore si affiancano attori e cantanti celebri, come Toni Servillo e Paolo Conte, ma anche poeti e filosofi del passato, come Empedocle di Agrigento e Cecco Angiolieri. Il tutto non solo aiuta a rendere vivi i luoghi della cultura e della bellezza, ma soprattutto li rende semplici ed accessibili a chiunque. Infine, siccome anche l’occhio vuole la sua parte, l’intero programma è girato in alta risoluzione 4K HDR, con risultati davvero spettacolari. Visti i presupposti, non deve stupire il successo trasversale di Meraviglie, che ha tutte le carte in regola per riuscire nell’impresa di appassionare chiunque, dai più piccoli agli adulti, dagli studiosi ai meno esperti. A testimoniarlo ci pensa, oltre ad uno share da record, Twitter: durante le prime due puntate gli hashtag #meraviglie e #albertoangela sono stati i top trend italiani. E non sono pochi quelli che suggeriscono al divulgatore di candidarsi in vista delle elezioni del 4 marzo.

Le Langhe in Piemonte, protagoniste della seconda puntata di Meraviglie

Il viaggio proposto da Alberto Angela permette non solo di ammirare le bellezze del nostro paese, ma anche di far conoscenza di capolavori, storie ed eccellenze che spesso ignoriamo. È il caso, ad esempio, del centro storico di Pienza e della Val d’Orcia, in Toscana: da un lato una pianificazione urbana basata sul concetto di città ideale, dall’altro un paesaggio collinare ridisegnato nel Rinascimento per riflettere gli ideali del buon governo. Tutti i luoghi ripresi seguono la mission dell’UNESCO, ovvero sono caratterizzati da interazioni significative tra l’uomo e l’ambiente naturale, in grado di stimolare una dimensione culturale associativa. Si potrebbe dire che i «patrimoni dell’umanità» non sono semplicemente dei siti o dei beni belli, bensì dei luoghi in cui la bellezza si vive. I momenti di bellezza vissuta sono proprio quelli che riscuotono maggior successo nel programma. Non a caso il picco di ascolti e condivisioni è raggiunto quando Andrea Camilleri racconta di aver incontrato il fotografo Robert Capa nella Valle dei Templi di Agrigento, nel 1943. Di fronte alla bellezza del Tempio della Concordia il giovane soldato e reporter americano sostò meravigliato, perché la bellezza può fermare anche le guerre.

Alberto Angela di fronte al Tempio della Concordia ad Agrigento

Non è un caso che l’Italia detenga il maggior numero al mondo di siti «patrimonio dell’umanità»: ben 53 «meraviglie», sparse per tutta la penisola. Come Alberto Angela ci tiene a ricordare all’inizio della prima puntata, molti paesi al mondo possono vantare luoghi posti sotto la salvaguardia delle Nazioni Unite, ma spesso si tratta di siti afferenti ad un’unica epoca, civiltà o zona geografica. L’Italia è l’unico paese al mondo dove ogni epoca e ogni regione risultano coperte: dalla laguna di Venezia al centro normanno di Palermo, da Pompei ai trulli di Alberobello, dalle città tardo barocche della Val di Noto alle necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri.

Da Nord a Sud, le generazioni che ci hanno preceduto hanno sempre regalato al nostro paese opere e luoghi di bellezza straordinaria, delle vere meraviglie.

Ma tutto questo può essere solo una sterile esaltazione del passato? Tempo fa parlavamo del passaggio di Enea, la condizione dell’uomo che porta sulle proprie spalle un passato straordinario e che al tempo stesso cerca un luogo dove fondare la propria Roma, un presente altrettanto grande. Questa è la condizione di noi italiani e programmi come Meraviglie hanno il pregio di ricordarcelo. Il genio di chi ci ha preceduto non basta, non possiamo adagiarci su di esso, dobbiamo trovare il nostro verso, misurarci con le nostre capacità e creare nuova bellezza. È la responsabilità che ci portiamo sulle spalle, la responsabilità di cui Troia ci ha insigniti. Ora tocca a noi fondare Roma.

Alvise Renier

Perdutamente affascinato dalla domanda che il pastore errante dell'Asia non riesce a trattenere di fronte al cielo stellato: “Che fai tu Luna in ciel?”. E’ lo stupore il sale della vita! Amante della realtà in tutte le sue sfaccettature: continuamente teso alla ricerca della meraviglia e dell'infinito. Acerrimo nemico dell’indifferenza e terribilmente curioso, assetato di conoscenza, inguaribile ottimista. Scrivo per andare oltre, al cuore della realtà.