Mi sposo mia sorella. Senza saperlo

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Avere decine, ma anche centinaia, di fratellastri e non saperlo. E magari innamorarsi inconsapevolmente di uno di loro e decidere di avere un figlio. Sembra la trama dell’ultimo tele-polpettone, ma in realtà è un brutto sogno che sempre più spesso si trovano a vivere gli ex-bambini, ormai adolescenti, nati da inseminazione artificiale eterologa, cioè da ovuli della loro mamma fecondati con il seme di un donatore prelevato da una banca del seme.

Nei paesi dove questa tecnica di procreazione assistita è consentita, Stati Uniti in testa, sono sempre di più le famiglie e i medici preoccupati da questo rischio. A parte le ovvie implicazioni di tipo etico, ciò che temono gli scienziati è l’inconsapevole generazione di figli tra consanguinei, che potrebbe portare alla rapida e incontrollata diffusione di malattie genetiche oggi molto rare.

Ma quanti bambini possono essere fatti nascere con il seme di un singolo donatore? Secondo le linee guida pubblicate dall’American Society for Reproductive Medicine, il numero massimo di ovuli che un singolo che possono essere fecondati da un unico donatore non dovrebbe superare i 25. Ma si sa, il business è business è negli States ci sono molti più controlli sul mercato delle aute usato che su quello degli spermatozoi e degli ovociti umani.

In un articolo recentemente pubblicato sul New York Times, Ms Daily, una mamma di Washington che ha una figlia di 14 anni nata da un donatore, per ridurre al minimo il rischio di contatti troppo ravvicinati e indesiderati con i fratellastri della ragazza, qualche anno fa ha fondato un sito web per cercarli.
Negli States i donatori di seme sono identificati con un numero univoco, così la ricerca dei consanguinei della giovane non è stata particolarmente difficile: oggi ben 150 fratellastri e sorellastre si ritrovano periodicamente in occasione della feste, per la fine della scuola e in altri momenti. «Vederli tutti insieme è impressionante» afferma Ms Daily, «si assomigliano in modo incredibile».

«Mia figlia conosce il numero identificativo del proprio padre biologico proprio per evitare problemi» dichiara al quotidiano americano una mamma californiana. «Va a scuola con molti ragazzi nati da donatori e di qualcuno di loro si è anche innamorata. Questo tipo di prevenzione deve ormai far parte dell’educazione sessuale.

Negli Stati Uniti ogni anno i donatori fanno nascere oltre 60.000 bambini e solo una piccola parte di essi è registrata negli archivi, online e offline, che permettono di trovare i loro fratellastri e sorellastre.
E giusto mandare un uomo o una donna allo sbaraglio nel mondo tenendolo all’oscuro sulla storia e sulle origini di metà del suo patrimonio genetico? Il dibattito, etico e scientifico, è aperto.

In Italia la fecondazione eterologa, ovvero con la donazione di ovociti e spermatozoi prelevati da donatori esterni alla coppia, è proibita dalla legge 40 del 2004. Ma in molti paesi europei e negli USA è consentita, seppure con procedure e normative diverse da paese a paese.
In tutti i casi sono comunque previsti controlli rigorosi sui donatori, per assicurarsi che non abbiano malattie infettive o anomalie cromosomiche. La donazione di seme maschile utilizza solitamente materiale crioconservato presso le banche del seme, dopodiché si opta per una fecondazione in vivo o in vitro.

Articolo tratto da Yahoo Notizie

 

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