Midnight in Paris

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Un film di Woody Allen. Sceneggiatura di Woody Allen. Con Marion Cotillard, Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Shee. Paese: USA, Spagna. Produzione: Midiapro. Durata:94’. Uscita 2 dicembre 2011

Gil (Owen Wilson) è uno sceneggiatore di successo. Ad Hollywood adorano e pagano molto bene i suoi copioni. Lui,però, sogna di fare lo scrittore. Va a Parigi con la sua fidanzata in cerca di ispirazione, ma presto inizia a considerare il soggiorno parigino non una fuggevole vacanza, ma l’occasione di una vita …

Non riesco a capire” dice Adriana “se Parigi sia più bella di giorno o di notte”. Ci interroghiamo anche noi senza trovare risposta. L’ultimo film di Woody Allen è un magico viaggio nel tempo in una Parigi che scintilla. Dove vanno le giornate? Sembra chiederci il regista più famoso d’America con un sottofondo di struggente malinconia. Dove vanno tutte le sere già passate, tutte quelle che abbiamo dimenticato di avere vissuto? Non lo sappiamo, non lo ricordiamo più. Nella nostra vita, però, i giorni e le notti non sono tutti uguali. Anche se a volte sembra il contrario. Anche se a volte abbiamo bisogno – per viverli pienamente – di marce diverse. Ci sono i giorni montuosi e ardui, scrive Proust nella Recherce, che si impiega un tempo infinito a superare e giorni in discesa che “si lascian discendere a tutta velocità, cantando”. Ci sono incontri noiosissimi in cui non vedi l’ora di andare via e quelli indimenticabili. Come quella sera in cui Gil, passeggiando in una notte qualunque nella Ville Lumière – solo e pensieroso alla ricerca di sé stesso – compie un magico viaggio nel tempo, che lo riporta nei circoli letterari, nei bistrò della Parigi anni ’20 e della Belle Epoque. E così per diverse sere – a mezzanotte in punto – quando tutte le favole finiscono, inizia la sua.

Diventa amico di Scott Fitzgerald e dell’inquieta moglie Zelda, conosce l’affascinante Hemingway, l’estroso Salvador Dalì, Pablo Picasso e la sua amante e musa Adriana, interpretata dalla incantevole Marion Cotillard. Stringerà la mano a Degas, Eliot gli darà un passaggio in una macchina – carrozza mentre Gertrude Stein si offrirà, amichevolmente, di leggere il suo manoscritto suggerendogli poi le modifiche da apportare. Indicherà a Buñuel, che lo guarda allibito, il soggetto dell’Angelo Sterminatore.

Gil – fortemente in crisi nei confronti di un presente che non lo soddisfa – vive la sua vita nell’illusione che in un’altra epoca e in un’altra città la sua esistenza sarebbe sicuramente più felice, più autentica. Si trascina così stancamente le giornate in compagnia dei futuri suoceri e di Inez, la sciocca e bella fidanzata dedita allo shopping, ai tea party e al tradimento con un uomo pedante e già sposato. Quale legame unisce Inez e Gil? Sembrerebbe nessuno. Le persone sembrano scegliersi e lasciarsi come se fossero merce a breve scadenza. Questa problematica, però, nel film non viene approfondita, rimane sospesa perché Allen sembra essere più interessato alla dimensione del sogno e della vita, che finiscono per confondersi.

Ognuno di noi, oltre ai propri affetti, dovrebbe avere una famiglia ideale con cui poter dialogare. Come accade a Gil famoso sceneggiatore americano, ma scrittore in pectore – teneramente buffo e dall’aria ingenua – interpretato dal biondissimo Owen Wilson, credibilissimo alter ego di Allen. In questo dialogo immaginario, che possiamo instaurare con gli scrittori o i pittori che amiamo di più e che tanto di noi hanno scritto nelle loro opere o descritto nelle loro tele non dobbiamo dimenticarci, però, che il tempo più bello è il tempo presente. Non è il passato, non è il futuro. E’ quello che siamo adesso. Quello che conta veramente nei nostri giorni è l’hic et nunc. Qui e ora.

E’ nel presente che costruiamo quello che siamo e quello che diventeremo domani. Non è un caso che il nostro scrittore, dopo tanta voglia di tornare indietro alla ricerca di un tempo perduto e – probabilmente mai vissuto pienamente – è proprio nel presente che deciderà di restare. Perché non c’è vita più bella della nostra. Non c’è storia più bella di quella, che non è stata ancora raccontata. Dopo tante persone sbagliate, come accade di incontrare a Gil, non c’è cosa più straordinaria dell’incontro con la donna della sua vita. Quella con cui poter fare progetti per un futuro reale e non più ideale. Quella con cui passeggiare allegramente per una città qualunque senza curarsi del tempo che passa o della pioggia che cade insistente. Come succede – a volte – o è accaduto a tanti uomini e donne fin dai tempi lontanissimi eppure, nello spirito, così vicini a noi.

http://www.youtube.com/watch?v=2nr3oB2bb-4

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia

  • Ilaria T.

    Devo dire che ero scettica riguardo questo film, perché spesso i film di Woody Allen – tanto acclamati – non mi convincono mai fino in fondo. Tuttavia, questo mi è piaciuto, molto. L’atmosfera del sogno diventa quasi palpabile per lo spettatore, che non vede l’ora che arrivi la mezzanotte.E mi è piaciuto il finale concreto e romantico del film.