Mission Impossible: Protocollo Fantasma

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Un film di Brad Bird. Sceneggiatura: Josh Appelbaum e André Nemec ispirato alla serie televisiva di Bruce Geller. Produzione: J.J. Abrams, Tom Cruise, Bryan Burk per Bad Robot/Paramount Pictures/Skydance Productions/Stillking Films. Con Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton. Paese: USA. Anno:2011. Durata: 132 Min. Uscita: 27 gennaio 2012

Evaso rocambolescamente da una prigione di Mosca, dove era rinchiuso per ragioni misteriose, Ethan Hunt è alle prese con una missione forse più “impossibile” del solito: sventare la guerra nucleare che il misterioso terrorista Cobalt sta cercando di provocare prima con una bomba al Cremlino poi lanciando un missile nucleare su San Francisco. Rinnegato e braccato insieme alla sua squadra, Hunt dovrà viaggiare per mezzo mondo per riuscire a sventare la terribile minaccia.

Mosca, tarda mattina al Cremlino. L’agente Ethan Hunt, dopo aver indossato i panni di un severo generale, sta correndo fuori dal quartier generale russo, ma improvvisamente tutto va letteralmente all’aria. Mentre il mondo si domanda cosa sia successo (una improvvisa fuga di gas? Un attentato?) apprendiamo che l’agente segreto dal cuore molto umano sembra aver perso la moglie in circostanze misteriose ed è stato accusato ingiustamente di aver provocato l’attentato. Ethan di fronte all’uccisione improvvisa del suo capo e allo smantellamento dell’IMF dovrà necessariamente accettare di attuare il protocollo fantasma. Scelta drastica, ma inevitabile. Cos’altro potrebbe fare – ci domandiamo – un eroe di fronte ad una imminente guerra nucleare? Salvare il mondo naturalmente, mentre tutte le persone continuano indisturbate a vivere la loro vita con i suoi alti e bassi. Questa volta la missione prevede, però, per la sua riuscita un vero gioco di squadra senza il quale nulla si può realizzare. E’ una squadra un po’ pasticciona quella di Hunt. Una squadra composta dall’imbranatissimo Benji – divenuto non si sa bene come e perché agente operativo – interpretato da Simon Pegg che si prende cura di tutte le parentesi umoristiche, da Jane (Paula Patton) donna dal grande fascino magnetico e infine Brandt (Jeremy Renner), misterioso analista che nasconde un passato operativo legato – si scoprirà poi – a filo doppio al bel Hethan , messo continuamente sotto pressione. Ma, si sa, la vita degli eroi è così: per vincere bisogna alzare continuamente la posta in gioco. Il cinquantenne Tom Cruise ancora in gran forma questa volta si fa dirigere da Brad Bird, che dopo i grandi successi targati Pixar di Ratatouille e Gli Incredibili, firma la regia di un copione dalla struttura narrativa molto solida e che prevede un’ottima caratterizzazione dei personaggi. Brad Bird insieme al magico team targato Pixar (società nata vent’anni fa come azienda di software, che si è poi fusa con la Disney) ha rivoluzionato l’animazione degli ultimi anni con uno stile visivo profondamente originale, mettendo in luce un’animo poetico e narrativo che è alla base del suo successo.

Ci sono tutti gli elementi del live action in questo quarto capitolo di Mission Impossible: grandiosi effetti speciali di sicuro impatto, illusioni ottiche create ad hoc per ingannare la vigilanza del Cremlino, cadute e acrobazie ad altissima quota dal grattacielo più alto del mondo, il Burj Kalifa di Dubai, fino alla tempesta di sabbia che sembra arrivare fino allo spettatore.

Cosa c’è di nuovo, dunque, in questo ennesimo episodio di Mission Impossible che non abbiamo già visto? C’è che per la prima volta in un film di azione la tecnologia appare fallibile, imperfetta, piena di malfunzionamenti e imprecisioni. C’è che il personaggio di Ethan Hunt è cresciuto e si confronta con la sua umanità, con le sue debolezze e con la paura di non farcela. Ed è per questo che il film piace perché non c’è cosa più bella della debolezza, della stanchezza di un eroe e del suo farsi carico delle pene altrui. Così apprendiamo che il primo dovere di una persona che ama veramente è quello di proteggere i propri affetti sempre e comunque. Come ha fatto Ethan con la moglie, nascosta prudentemente in una vita lontana dai pericoli. Forse avremmo voluto saperne di più, forse avremmo voluto sapere come mai due coniugi che stanno così lontani riescano a resistere al richiamo dello sguardo, riuscendo semplicemente ad amarsi guardandosi da lontano senza infrangere nessuna regola anche solo per una sera. Qualcuno potrebbe osservare che il finale poteva essere scritto in un altro modo e non sbaglierebbe a pensarlo. Magari il perché di questo finale che non finisce, di questo epilogo che non convince e non riesce a coinvolgere fino in fondo lo spettatore lo scopriremo nel prossimo episodio dell’ex Top Gun. Rimaniamo in attesa.

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Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia