Momo

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Una favola per adulti (non nel senso di v.m. 18, ovviamente…).

Meno noto de La storia infinita, ma altrettanto profondo e ricco, Momo è la storia di una bambina orfana che vive in un antico anfiteatro abbandonato ai margini di una grande città. Pur essendo povera e ignorante ha la strana dote di attrarre a sé tante persone -specialmente frotte di bambini- che diventano subito suoi amici. E tutto questo grazie a un dono innato: Momo sa ascoltare. Per questo molti vanno da lei a raccontarle le loro sventure o le cose che li angosciano e tornano a casa confortati. I due amici più affezionati di Momo sono Beppo Spazzino, un vecchietto lento ma di grande buon senso, e Gigi Cicerone un’improbabile guida turistica che inventa fandonie per attirare i turisti. La vita di questa gente però è ben presto sconvolta dall’arrivo nella città dei Signori Grigi, misteriosi personaggi in doppio petto dall’aria fredda e distaccata, che dicono di lavorare per una fantomatica Cassa di Risparmio del Tempo.

Essi fumano strani sigari grigi e promettono a tutti di moltiplicare il loro tempo per aiutarli a realizzare i sogni che hanno nel cassetto. Ma in realtà è una truffa, e senza troppa fatica mettono nel sacco tutta la città. Solo Momo, un po’ ingenua ma molto coraggiosa, può fermarli e aiutare mastro Secundus Minutius Hora, il garante del tempo degli uomini, vero ‘nemico’ dei Signori Grigi, a salvare l’umanità…

Momo è una storia che fa riflettere sul tempo. Il tempo che alcune volte sembra non passare mai, altre correre troppo velocemente. Ci sembra di non averne mai per le cose che ci piacciono oppure di perderlo quando facciamo cose apparentemente non ‘utili’, come ridere e piangere, interessarci degli altri, contemplare la natura, pensare. Alla base di questo libro c’è una idea semplice e bella: la sede del tempo è il cuore dell’uomo non il movimento dei pianeti. Ogni ora della nostra vita sboccia come un fiore, unico e irripetibile, e solo ciascuno di noi può percepirne a fondo il profumo e ascoltarne la ‘musica’ (non c’è musica senza tempo…) e coglierlo quando è nel suo massimo splendore. Lo spiega bene mastro Hora quando Momo lo interroga sui mille orologi che affollano la sua casa: «Questi orologi sono solo un mio passatempo. Sono imitazioni molto imperfette di qualche cosa che ogni creatura ha nel proprio intimo. Perché come voi avete occhi per vedere la luce, e orecchi per sentire suoni, così avete un cuore per percepire il tempo. E tutto il tempo che il cuore non percepisce è perduto, come i colori dell’arcobaleno per un cieco, o il canto dell’usignolo per un sordo. Purtroppo però, ci sono cuori ciechi e sordi che anche se battono, non sentono». «E quando il mio cuore cesserà di battere?» chiese Momo.

Anche qui, come ne La storia infinita, ci sono tante ‘storie nella storia’, come ad esempio il gioco inventato da Momo per i bambini che andavano sempre a giocare nel ‘suo’ anfiteatro (cap. III), o i bizzarri racconti di Gigi Cicerone nel cap V. Ma non mancano riferimenti classici come l’ambientazione nelle rovine del teatro, alcuni nomi latini e il personaggio chiave di Cassiopea, una tartaruga che prevede il futuro (vedi che paradosso: è lenta ma è sempre avanti…). Scritto in una lingua semplice Momo è un altro bel frutto della rigogliosa e quasi inesauribile fantasia di Ende: egli parla di e ai bambini per farsi ascoltare dai grandi, e lo fa in modo ingegnoso, come sanno bene tutti i suoi lettori e ri-lettori.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Momo
Autore: Michael Ende
Genere: Fantasy
Editore: Longanesi
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 256
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.