Monsieur Lazhar

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Un film di Philippe Falardeau. Con Fellag, Sophie Nélisse, Danielle Proulx, Jules Philip, Émilien Néron. Titolo originale Bachir Lazhar. Sceneggiatura:Philippe Falardeau. Durata: 94′. Paese: Canada 2011. Distribuzione: Officina UBU. Uscita: 31/08/2012. Target: 14+.

Un insegnante supplente si trova a dover affrontare un trauma che ha colpito tutta la classe … 

Davanti alla precarietà del futuro il cinema sembra oggi interrogarsi, con rinnovato slancio, proprio riguardo al luogo dove quel futuro comincia a formarsi: la scuola. Quest’anno sono usciti nelle sale, per citarne alcuni, Detachment, il Rosso e il Blu, Monsieur Lazhar ed è in cartellone per i prossimi mesi Bianca come il latte rossa come il sangue, dall’omonimo romanzo di un giovane professore. Da rispolverare per gli interessati anche il francese La classe e Freedom writers.
La voce del giovane regista canadese Philippe Falardeau svetta per il coraggio e la libertà narrativa. Prende la questione di petto, facendo partire tutto dal suicidio di una maestra di medie avvenuto proprio nella sua aula e che manda in cortocircuito il sistema scolastico: esperti professori, genitori premurosi e psicologi sembrano non riuscire a fare altro che fingere che non sia successo nulla. Sarà un algerino di mezz’età a traghettare i tredicenni orfani alla consapevolezza della morte e,in fin dei conti, della vita.

Come dice subito anche il titolo è Monsieur Lazhar il motore della storia. Una storia dolorosa la sua che viene progressivamente a galla. Monsieur Lazhar che non ha nessuna precedente esperienza scolastica alle spalle, possiede però una saggezza che pare scavata sulle rughe del suo volto. Il comico e scrittore Mohamed Saïd Fellag conferisce al personaggio una dolcezza e una spiritualità che lo fanno sembrare emerso da una favola araba. La domanda che pone il personaggio è drammaticamente attuale anche in Italia: cosa fa di uno studioso un professore? La risposta è affidata alla scuola e alla famiglia, come mostrano benissimo i colloqui del professore algerino con i genitori e l’esito della storia.

Altro pregio del film è quello di saper descrivere il mondo di questi acerbi adolescenti con tinte sfumate e mai retoriche. A partire dai due giovani straordinari attori, vengono abbandonati facili stereotipi per farci entrare in un mondo complesso e meraviglioso. Sarà facile ritrovarsi e ritrovare vecchi compagni tra i banchi della classe canadese. Lasciano perplessi invece i tempi della narrazione: per tutto il film lenti e poetici e poi immediatamente precipitosi alla fine lasciando alcuni discorsi interrotti.

Il finale tuttavia regala allo spettatore una speranza lontana da scontati sentimentalismi che sembra sbocciare dolorosamente proprio dalla sequenza iniziale. L’amore, silenziosamente protagonista dei rapporti tra bambini e adulti, è significativamente l’ultima parola del professore, speculare e opposto al gesto della professoressa che apre il film. Ma questo cosa c’entra con la scuola?

Studio Lettere Classiche a Milano, ma non spaventatevi perchè scrivo in Italiano. Anzi penso che proprio nei grandi classici che ci hanno tramandato i Greci e i Romani si possano trovare delle chiavi per vivere più a fondo il nostro presente. Quando non non sto con le persone a cui voglio bene e non sto traducendo, mi piace guardare film. Se sbirciate nel sito, potete trovare qualche mia recensione. PS Il mio film preferito, anche se è stato doloroso sceglierlo, è ‘Into the wild’.