Natura, musica e tecnologia

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Con ogni suo nuovo album, l’islandese Björk ha sempre cercato di tentare quel passo avanti, sperimentando nuove musiche, fondendo diversi generi in uno solo o facendo proprie determinate tecniche musicali, portandole ad uno stadio avanzato: se era già riuscita nel suo intento con Medúlla, album del 2003 interamente creato dalla sola voce – potremmo dire un album a cappella, ma il termine sarebbe in realtà ben troppo riduttivo – in tutta la sua potenza e in tutte le sue sfaccettature, adesso con Biophilia, ha decisamente superato ogni confine, ponendosi ad un livello superiore ad ogni altro artista.

Biophilia è il primo app-album progettato finora: l’artista islandese ha trovato il modo di unire la sua musica con le nuove tecnologie, attraverso l’avvento del nuovo i-Pad della Apple, con il quale gran parte dell’album è stato creato. L’album consiste di 10 canzoni, a ognuna delle quali è dedicato una particolare applicazione che permette di ricreare musica a partire dalla versione originale, esplorare un mondo virtuale tutto dedicato alla canzone, giocare e imparare.

La natura è sempre stata una delle tematiche predominanti nella musica di Björk, questa volta l’album intero, un concept album, è incentrato sulla natura, sui vari fenomeni naturali, visti da un occhio da un lato scientifico – per lo sviluppo dell’album la cantante ha stretto contatti con molti scienziati e studiosi – dall’altro totalmente personale ed emotivo: luna, fulmini, DNA, virus, cristalli, alcuni dei temi attorno cui girano le diverse canzoni.

Proprio Crystalline è il primo singolo tratto dal nuovo album, già disponibile su iTunes per download e ascoltabile sul Web. Canzone un po’ pop, dal ritmo dolce e ritmato, cristallino appunto; ma come sempre l’eclettica musicista riesce a stupirci. Lodevoli i beats alla fine della canzone, massicci, pesanti, tipicamente da drum ‘n bass; ma soprattutto, fin dall’inizio del singolo possiamo ascoltare uno degli strumenti creati appositamente per l’album e per il conseguente tour: una gameleste, ovvero un incrocio tra una vecchia celesta ricostruita sostituendo le originarie lamelle di metallo con altre fatte di bronzo e rendendola compatibile ai midi, in modo da poter essere controllata remotamente tramite i-Pad; il suono riprodotto è un misto tra una celesta e un gamelan (orchestra originaria dell’Indonesia), da cui per l’appunto il nome gameleste (qui il video della creazione della gameleste: http://vimeo.com/25631738 ).

Ma la gameleste è solo uno degli strumenti creati appositamente per il progetto: durante la preview mondiale del nuovo album, che si tiene al Manchester International Festival 2011 in sette intimi e indimenticabili concerti (dal 27 Giugno al 16 Luglio), i fortunati spettatori hanno potuto ammirare una bobina di Tesla utilizzata per riprodurre musica attraverso la generazione di veri e propri fulmini di entità ridotta, utilizzata per l’appunto nella canzone Thunderbolt, quattro pendoli-arpe da 10 piedi ciascuno che sfruttano la forza gravitazionale per creare campioni musicali, come in Solstice, uno sharpsicord utilizzato come una music box, un organo a canne digitalmente controllato e ovviamente reactables, synths, touchscreens e quant’altro. Insomma, nuovi e vecchi strumenti per la migliore musica elettronica.
Durante il tour, Björk sarà accompagnata da ingegneri del suono e da un coro di 24 ragazze islandesi, le Graduale Nobili.

Sul palcoscenico anche numerosi schermi che mostrano in anteprima alcuni degli app destinati alle canzoni: un esempio è l’applicazione per Virus, una dolce ninna nanna per cellula morente, in cui si può assistere al virus stesso che attacca un gruppo di cellule. Nell’app che verrà rilasciato dalla Apple, bisognerà perdere il gioco, ovvero lasciare che il virus infetti e distrugga le cellule, in modo da poter ascoltare l’intera canzone, dove la relazione che intercorre tra il virus e la cellula è una sorta di metafora per quel tipo di amore di cui non si può fare a meno, quell’amore che fa male e uccide.

Gli app, tutti collegati da un’applicazione madre, composta da una nebulosa dove ogni canzone rappresenta una diversa costellazione, saranno rilasciati dall’artista stessa e dai programmatori di questi nei successivi mesi, fino all’uscita dell’album ufficiale, prevista per il 26 Settembre.

Si apre dunque un nuovo mondo per l’industria musicale, un mondo al passo con i tempi e chissà che l’esempio della cantante islandese non venga ripreso da altri artisti in futuro.
Questo non significherà l’abbandono del classico CD, almeno si spera, ma di sicuro l’idea di un app-album è un nuovo modo per gustare al meglio e comprendere più in profondità ciò che si nasconde dietro la fantastica, a volte eccentrica, musica di Björk, che da 20 anni a questa parte difende la musica elettronica, e che adesso porta in alto anche il nome della modernità e delle scoperte che ne conseguono, rispecchiando probabilmente quella che è l’affascinante contraddizione della sua patria, l’Islanda, isola intrinseca di natura, ma allo stesso tempo aperta a tutto ciò che vuol dire tecnologia, evoluzione.

 

Cogitoetvolo