Nek: la vita è…

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«Perché non posso ammazzare una persona ma sopprimere un feto sì? La vita non va toccata per nessun motivo. Non abbiamo il potere di intervenire sulla vita degli altri. La scelta di abortire riguarda la coscienza, e la coscienza va ascoltata perché prima o poi la ferita riemerge e griderà a un volume tale che non riuscirai neanche più a dormire».

Il cantante Nek non ha dubbi nel rispondere alle domande sulla vita e sull’aborto. E ricorda a questo proposito la presentazione a Sanremo nel 1993 della canzone In te, che racconta il vissuto sofferente di un padre di fronte alla scelta abortiva della madre. Critica, media e anche alcuni politici attaccarono pesantemente Nek per il suo pensiero antiabortista. «Era la mia prima grande esperienza – racconta Nek – e rimasi un po’ tramortito per tutte quelle polemiche, ma oggi lo rifarei mille volte perché penso esattamente quello che ho cantato. Si tratta di una storia vera e ho sentito il peso dell’amico che me l’ha raccontata».

«Ricordo bene quella vicenda perché fu il mio primo grande stress – prosegue Nek – I critici musicali mi accusarono di voler obbligare le persone a pensare come me, per quel testo che consideravano un manifesto contro l’aborto». «Io non mi prendo una libertà che non mi è stata concessa, non posso porre fine alla vita di altri esseri umani, tantomeno se si tratta di mio figlio – spiega ancora il cantante – Ci devo pensare prima o comunque oggi ci sono leggi e strutture che mi permettono di affidare ad altri la vita che ho generato». E qui si inserisce il discorso di una corretta educazione sessuale nelle scuole per i giovani: «Occorre spiegare che prima di tutto bisogna pensare alla vita e poi al piacere personale». «Molte persone, per svariati motivi, non mettono in conto l’arrivo e la generazione della vita e così si trovano dopo a fare i conti con un nascituro – prosegue – Noi confondiamo l’idea di libertà, pensando di poter far tutto quello che è in nostro potere, ma occorre un limite».

Il riferimento alla pillola abortiva Ru486 di cui tanto si discute in questi giorni è quindi d’obbligo: «Quella pillola non fa altro che deresponsabilizzare una persona in un momento in cui dovrebbe avere la piena responsabilità, quantomeno per evitare il pericolo. Con questa pillola non scompaiono i problemi di coscienza. L’aborto è un peso atroce che si porta con sé per tutta la vita».

Sono un giovane provinciale – provengo da Sassuolo – e quando arrivo in qualsiasi città sbarro sempre gli occhi. Le città mi stupiscono molto ancora oggi, subisco il loro fascino». Risponde così Nek alla nostra prima domanda sul suo rapporto con Bologna che reputa essere una delle città più belle d’Italia. (…) Questa estate è stato in tour per presentare il suo nuovo album «Un’altra direzione» con cui vuole «proporre un’opera originale ma non rivoluzionaria».

«In ormai 17 anni di carriera – racconta Nek – credo proprio di essere cresciuto e di aver sperimentato strade nuove, dal punto di vista della musicalità e dei testi. Tante le esperienze, le persone incontrate, le nuove situazioni che hanno influito nel mio mestiere di compositore, cantante, musicista. Mi auguro di aver dato il meglio di me in tutti questi anni. Cerco sempre di avere un pubblico nuovo, ma senza abbandonare il vecchio. Musicalmente mi piace cambiare dolcemente per poter crescere personalmente con più facilità e permettere al pubblico di abituarsi alla mia nuova musica».

Un intreccio dunque del percorso artistico musicale e personale per un «osservatore» che si ritrova a scrivere e cantare quello che vive e quello in cui crede. «La vita quotidiana è il più grande stimolo che abbiamo – spiega ancora – Una sofferenza, un passaggio stretto non necessariamente porta solo dolore, ma anche novità e opportunità». La riflessione si sposta poi sulla varietà di genere e testi delle canzoni dell’ultimo album tra cui compare «Se non ami», ispirato all’Inno alla carità di San Paolo. «E’ un pensiero prima di tutto umano e universale quello espresso dall’Apostolo – incalza Nek -. “Se non ami non hai un vero motivo per vivere” canto più volte, e questo ha fatto riflettere molte persone, che hanno riconosciuto la verità di questa frase che raccoglie il segreto della vita». E’ forse azzardato presentare determinati temi, anche impegnati, che hanno «odore» di cristianesimo? «Se è rischioso vuol dire che stiamo facendo la cosa giusta – risponde pronto Nek – In tempi non sospetti lo disse anche Gesù. I valori che cerco di trasmettere sono quelli del rispetto, dell’amore universale, della sacralità della vita». E questi messaggi sono contenuti anche nell’ultimo cd con i brani «Per non morire mai», «Nel giorno che verrà» e «Tira su il volume». (…)

La versione integrale di questo articolo, scritto da Luca Tentori, è stata pubblicata su Bologna sette lo scorso 9 agosto 2009.

 

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