Nelle pieghe del tempo

0

Una piacevole sorpresa questo libretto di Madeleine L’Engle (1918-2002) pubblicato per la prima volta nel 1962, tradotto negli anni in molte lingue e oggi riapparso per i tipi di Giunti nella collana Extra.

Si presenta come un libro di fantascienza (il titolo lo suggerisce) ma in realtà è di più, perché il viaggio nello spazio-tempo è solo una scusa per raccontare mondi paralleli e personaggi magici. È anche un romanzo di formazione, una sorta di Alice nel paese delle meraviglie, una serie di bislacchi incontri e avventure nelle quali sembra che non sia in gioco la vita quanto piuttosto la crescita personale, l’ingresso nell’età matura, i valori universali dell’amore, della famiglia, dell’amicizia.

Il papà di Meg Murry, fisico appassionato e stimato nella comunità scientifica, è misteriosamente scomparso durante un esperimento. L’assenza del padre si fa sentire in una famiglia dove la mamma è biologa e molto sui generis, Meg, la figlia grande, è scontrosa e piena di complessi di inferiorità, anche se intraprendente e originale, due gemelli sono inseparabili e bravissimi a scuola e Charles Wallace, di circa sei anni, è dotato di una intelligenza e sensibilità particolare, anche se tutti lo considerano ritardato. Quando poi in una famiglia così irrompono tre strane signore chiamate Cosè, Chi e Come ci sono tutti gli elementi per l’inizio di un viaggio fantastico. Il viaggio di Meg, Charles e il loro amico Calvin per cercare e riportare sulla terra il dottor Murry…

Il nemico da combattere è la Cosa nera, che ricorda tanto (ante litteram) il Nulla de La storia infinita. Ma soprattutto il vero cattivo è LUI, un grande cervello che pretende di mettere in ordine ogni cosa, di stabilire leggi inequivocabili che consentano ai suoi sudditi di vivere felici. Ma invece vuole solo controllare le menti. E infatti è contro di Lui che avviene lo scontro finale in cui gli eroi del romanzo possono ricorrere solo ai loro talenti e alle poche strane armi che le tre signore forniscono loro (la più potente è un paio di occhiali…).

Le pagine di Nelle pieghe del tempo sono intrise di messaggi positivi (la bellezza dell’unità familiare, il coraggio di accettare se stessi, il rispetto delle diversità, la ricchezza dell’amore, ecc.). Pur nella leggerezza della narrazione tutta la missione di Meg e dei suoi compagni ha un sapore vocazionale, come mostrano alcune citazioni sparse qua e là tratte dalle lettere di san Paolo (!).  Un senso vocazionale della vita che la L’Engle ha vissuto nella sua esperienza di scrittrice, come confessa nel discorso che ha pronunciato in occasione dell’assegnazione di un prestigioso premio letterario (la Newbery Medal) vinto nel 1963 proprio con A Wrinkle in Time. Diceva allora, parlando a un pubblico di scrittori ed editori, di sentire un forte senso di responsabilità «che mi ha spinto negli ultimi mesi e riflettere seriamente sul concetto di vocazione (…). Credo che tutti i presenti stasera siano mossi da una vocazione, proprio come qualsiasi appartenente a un ordine religioso (…). Mai come ora nella storia dell’umanità tutto si riduce all’omologazione, al livellamento spingendoci a credere di non essere altro, per dirlo con una immagine, che cioccolatini esattamente uguali a tutti gli altri della scatola. Questo è l’universo limitato, arido, morente che possiamo aiutare i nostri piccoli a evitare fornendo loro un ‘materiale esplosivo, una ‘infinita fonte di vita nuova’» (l’intero discorso è riportato in appendice al libro, insieme ad una intervista all’autrice).

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Nelle pieghe del tempo
Autore: Madeleine L'Engle
Genere: Fantasy
Editore: Giunti
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 224
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.