Nevergiveup

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Una bambina senza gambe e un pallone che le permise di darsi la spinta per poter camminare liberamente ed essere indipendente.

Desideriamo costantemente ciò che non abbiamo. Sentiamo come mancanza ogni bene materiale di cui non abbiamo immediata disponibilità. Sarà la società in cui viviamo che condiziona inevitabilmente il nostro essere, eppure, ancora, da qualche parte del mondo, c’è qualcuno che riesce a ripiegare la propria voglia di colmare una mancanza ripiegandosi sulla propria interiorità piuttosto che cercare questa nella futilità della materialità.

Un pallone tagliato a metà al posto delle gambe. Quasi inimmaginabile. Non esistono giri di parole che possano raccontare la profondità di questa storia. Una bambina senza gambe e un pallone che le permise di darsi la spinta per poter camminare liberamente ed essere indipendente. Dove trovasse la forza per darsi la spinta, è sicuramente ciò che di questa storia commuove di più. Si chiama Qian Hongyan, originaria dello Yunnan, in Cina, ed è soprannominata “Basketball Girl”, ossia “ragazza palla da basket”. Il sorriso di una bambina normale, la storia di una piccola eroina, una vita che ha tanto da insegnare al mondo intero. A soli quattro anni perse entrambe le gambe in un tragico incidente e l’unica attenuante, l’unica protesi che la famiglia poteva permettersi fu, per l’appunto, un pallone da basket. Se un bambino, oggi, leggesse questa storia, probabilmente stenterebbe a credici. Coraggio, autodeterminazione, volontà. Parole, purtroppo, ormai poco frequenti; parole che ogni giorno dovrebbero essere insegnate tra i banchi di scuola, parole che ogni giorno dovrebbero essere praticate da tutti noi, che di forza fisica ne abbiamo a volontà.

Ma quella di Qian è sicuramente una forza più morale che fisica. E’ la voglia di riscatto. La voglia di riprendere in mano la propria vita, la propria giovinezza e andare lontano. Così Qian, a causa dalle difficoltà economiche della famiglia, pur di costruirsi un futuro, decise di puntare sullo sport. Fu incoraggiata a cominciare a nuotare e a iscriversi ad una squadra locale per persone diversamente abili.

“Sembrava non ci fosse modo di galleggiare. Soffocavo sempre”.

-Non mollare, non adesso, a un passo dal raggiungimento del tuo grande sogno. Resisti, non mollare- le avremmo sicuramente voluto dire.

Tuttavia, la sua tenacia le ha permesso non solo di rimanere a galla, ma anche di conquistare importanti riconoscimenti e premi. Per ultimo, a settembre del 2014, durante i Yunnan Provincial Paralympic Games, Qian ha vinto la finale dei 100 metri a rana e la sua incredibile storia è tornata sotto i riflettori.

Sarà che ormai, disabituati ad ascoltare storie di tale spessore morale, ci riveliamo quasi indifferenti di fronte ad esse. Eppure la forza di una bambina che riesce ad affrontare nel modo più umile possibile un dramma che le portò via una parte di corpo, non può non stupire, commuovere e far riflettere. Il messaggio che si legge nei suoi occhi è grande, davvero. Non arrendetevi, non arrendiamoci. Anche quando pensiamo che sia tutto finito. La forza del mondo e dell’umanità, ricordiamo, sta nel modo in cui ciascuno di noi, come Qian, riesce ad affrontare la vita, nonostante le difficoltà, e fare di questa il grande capolavoro che ci è stato donato.

Ciò che permette di andare avanti, di superare noi stessi e raggiungere i nostri obiettivi è la forza morale, che scopriamo o costruiamo, che a volte la vita stessa ci infonde brutalmente, quella voglia interiore di prendere o riprendere ciò che crediamo di essere. Impariamo, dunque, a credere e a non arrenderci alle prime difficoltà, perché, in fondo, non esiste nulla di irrisolvibile o insuperabile. E solo quando avremo smesso di piangerci addosso e imparato a fare della vita che ci è stata donata un capolavoro, solo allora potremo essere in grado di reggere moralmente il mondo e fare di questo la casa che vogliamo abitare.

“Quando cadi e ti rialzi com’è?

Quando piangi e ti domandi

il perché,

Quando crollano i tuoi sogni campione,

Vai cercando un po’

di forza nel cuore”

Articolo scritto da Riccardo Mazza

Cogitoetvolo
  • Rossella Angirillo

    Bellissima testimonianza della voglia di vivere e della pptenza della forza di volontà!

    • Angelina Di Corrado

      Hai ragione! Potenza della forza della volontà, l’arma più potente al mondo! Forse si dovrebbe insistere nell’educare i giovani a credere sempre in loro stessi e nella loro forza interiore.

  • Maria Grazia Di Bona

    Sono perfettamente d’accordo con te! Purtroppo al giorno d’oggi si assiste ad una continua perdita di valori proprio nei giovani, coloro che rappresentano il futuro!
    Complimenti per l’articolo!

    • Giulia Mazza

      Sì, ma iniziamo a capire che bisogna lavorare sui giovani per costruire un futuro migliore. Non lamentiamoci e basta, costruiamo il FUTURO, INSIEME.

    • Riccardo Mazza

      Ciao Maria Grazia! Secondo te quale potrebbe essere una soluzione? O meglio una possibile e migliore via da percorrere?

  • Peppe Lombardia

    Bellissimo articolo! Devo però dirti che oggi si tende ad esasperare giustamente secondo me l’incapacità dei giovani a credere in loro stessi, dobbiamo forse incoraggiarli nonostante le oggettive difficoltà ? O continuare a marcare queste ultime per farli crescere ? Io devo dire sono molto scettico e propenso più alla seconda alternativa.

    • Angelina Di Corrado

      I giovani sono fragili e ogni difficoltà che incontrano sembra loro una catastrofe. Non ha senso rimproverarli, appesantirli ulteriormente e metter loro i bastoni fra le ruote. Marcare le oggettive e SOGGETTIVE difficoltà dei giovani non può avere, a mio parere, grandi risultati. Bisogna più che altro farli riflettere e instaurare un DIALOGO con loro. Il dialogo e l’ascolto sono alla base della crescita e dello sviluppo dei ragazzi. Soltanto così i ragazzi possono credere in loro stessi e superare gli ostacoli della vita trovando in loro stessi la forza di continuare a lottare. Il problema è che nella società di oggi spesso il dialogo manca… Troppa frenesia, troppe preoccupazioni, poca QUOTIDIANITÀ. Questa si trova ormai nelle famiglie più umili che hanno ancora saldi i veri valori della vita, a prescindere dalle difficoltà economiche. Non a caso la ragazza citata nell’articolo proviene da un piccolo paese, da una famiglia umile che nonostante non si potesse permettere delle protesi adeguate, è riuscita a diffondere nella ragazza la FORZA DI VOLONTA’, il NEVERGIVEUP, “non arrendersi”.

      • Riccardo Mazza

        Ciao Peppe! Potresti spiegare meglio la tua posizione?

  • Martina Alessandro

    Mai arrendersi. Hai centrato il punto, complimenti. Viviamo oggi in una società ( sarà colpa del l’estrema disponibilità di ogni bene materiale ) in cui vogliamo tutto e subito, e addirittura soffriamo per cose davvero futili. Dobbiamo cercare la vera RICERCA, il vero BENE il vero NOI STESSI in NOI STESSI. Impariamo , prima di tutto a scuola, a scoprire noi stessi. Mettiamo tutto e tutti in discussione, prima di tutto noi stessi per costruire tutto sempre in meglio. Ripartiamo credendo in noi stessi e nelle nostre capacità, cerchiamo di accentuare i nostri pregi e non piangere troppo sui nostri difetti. Da questo possiamo e dobbiamo ripartire.

    • Angelina Di Corrado

      Esatto Martina! Ma non pensi che spesso i giovani sono troppo fragili per intraprendere da soli una, spesso, così complessa operazione psicologica? E dovrebbe più che altro essere aiutati dalla scuola? Dai docenti, educatori?

  • Giovanni Maria Macca

    In una società che tende a renderci tutti uguali,chi é diverso spesso corre il rischio di soccombere ma l importanté è essere noi stessi, perché ognuno è speciale perché diverso dagli altri.

    • Riccardo Mazza

      Si potrebbe definire la “società della pubblicità”… Apparenza, massificazione , diversificazione di facciata… E’ questa la società che spesso educa più all’estro che al meraviglioso mondo dell’IO

      • Angelina Di Corrado

        Espressione forte ma veritiera… Ahimè

  • Giovanni Iacono

    La ragazza, ha il coraggio di lottare per ottenere ciò che vuole come noi tutti facciamo…bellissimo articolo. Complimenti .

  • Alessandro Cutello

    Mai perdere la speranza. Questo articolo davvero bello rappresenta la realtà in cui viviamo oggi in cui ognuno di noi deve avere la forza di andare avanti, superare gli ostacoli e guardare avanti

  • Marco Del Piero Rossi

    Mai arrendersi davanti alle difficoltà nemmeno davanti a quelle più grandi perché tutto può essere vinto se uno rimane se stesso e non si arrende mai. Bellissimo articolo! Complimenti.

    • Riccardo Mazza

      Hai ragione! Non bisogna mai arrendersi e bisogna sempre credere in se stessi… Ma secondo cosa spinge oggi molti giovani a non farlo?

  • Davide Olivetta

    Hai ragione Martina, viviamo in un mondo molto sviluppato a livello tecnologico e pieno di soprusi , quindi credi in te stesso e mai arrendersi.

  • Daniela Fiorentino

    Bell’articolo! Un modello da seguire per tutti quei ragazzi con difficoltà che spesso pensano che abbattersi sia più facile che combattere… Quando invece non si dovrebbe mai smettere di inseguire i propri sogni e obbiettivi

    • Dario Insaudo

      Sono d’accordo! Davvero un articolo fantastico! Abbattersi non è mai la soluzione. Si dovrebbe sempre lottare per i propri sogni!

      • Riccardo Mazza

        Abbattersi non è mai la soluzione… Ma secondo te, Dario, perché oggi si crede poco in se stessi?

  • Giulia Biazzo

    “Coraggio, autodeterminazione, volontà. Parole che dovrebbero essere insegnate ogni giorno tra i banchi di scuola” cito testualmente dal tuo articolo il passo che secondo me è il nodo centrale della discussione. La scuola intesa come palestra di vita e fabbrica di valori ha il compito, oso dire l’obbligo, di combattere la stessa indifferenza che ci rende passivi spettatori di fronte a esplosioni di volontá di vivere e di forza interiore del calibro della bambina di cui hai meravigliosamente raccontato, o solo superficialmente sensibili a storie che ci toccano esternamente ma in modo fulmineo scivolano via, come tutto il resto. L’indifferenza si combatte con l’informazione, il regresso morale si combatte con l’istruzione, l’incapacità di andare avanti si combatte con il giusto insegnamento di vita, relazionandosi con la classe e con il docente (inteso come educatore) prioritariamente in un’ottica umana e secondariamente in un’ottica didattica. Complimenti per il pezzo, vai avanti cosí!

    • Giulia Mazza

      Hai perfettamente ragione, il regresso morale si combatte con l’istruzione. Verte tutto sull’educazione dei ragazzi, per far capire loro che la cosa più importante nella vita è ESSERE SE STESSI e trovare la forza SEMPRE IN SE STESSI.

    • Riccardo Mazza

      Esatto! Giulia Biazzo hai proprio ragione… ISTRUZIONE, EDUCAZIONE E VOLONTA’ cambiano il mondo