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Stazione ferroviaria del paese, i treni fischiano e centinaia di persone salgono e scendono dai vagoni. Sono le 15:30 e su una panchina della stazione si trova, ad aspettare sul treno, un vecchio che legge tranquillamente il giornale.
Con lui è seduto un giovane, poco più che sedicenne, che ascolta musica dalle enormi cuffie che ha in testa. Annoiato dall’attesa, il giovane infila una mano nella tasca dei jeans, da cui estrae un iPhone, con cui comincia giocare. Il vecchio, dopo averlo osservato con aria perplessa, ribatte prontamente prendendo uno yo-yo dalla giacca.
“Ai miei tempi ci divertivamo con questi” , disse il vecchio. Il ragazzo, che intanto aveva tolto le cuffie, allungò la mano verso lo strano aggeggio, lo prese e quindi cercò di usarlo, ma inutilmente. “È noioso”, concluse poi riporgendolo al vecchio. “Non è noioso”, disse lui prendendo lo yo-yo e facendolo guizzare su e giù con molta maestria. “Basta farci un po’ la mano, capire come funziona”. “Tutte le cose vecchie sono noiose” ribattè il giovane. “È ovvio” disse allora il vecchio, “ma senza di esse forse molte cose che ci sono adesso non esisterebbero nemmeno: se tanto tempo fa non avessero inventato la televisione a cristalli liquidi, oggi non avresti quella plasma. Se tanto tempo fa non avessero inventato il Gameboy color oggi non avresti il 3DS. Per questo è normale che in molti casi questi oggetti possono apparire noiosi e sorpassati, semplicemente perché costituiscono una “base” su cui poi si sono svolte delle evoluzioni, fino ad arrivare agli oggetti di oggi, che probabilmente verranno sorpassati a loro volta”.
“Partenza del treno 3471 dal binario 14 tra 5 minuti. Tutti i passeggeri sono pregati di prendere posto nei vagoni”, disse una voce da un altoparlante. “Ecco il mio treno”, disse il vecchio alzandosi dalla panca, “ricordati quello che ti ho detto, ragazzo “ e così dicendo si incamminò verso il suo binario, scomparendo tra la folla di persone. Il ragazzo rimase in piedi a salutarlo e, quando non lo vide più, si voltò verso la panca, sulla quale il vecchio gli aveva lasciato il suo yo-yo.

Questo racconto, scritto da Ludovico Murari, è risultato vincitore del premio Cogitoetvolo al concorso “iPlay new… you Play old – verso un’autentica vita felice”, svoltosi a Terrasini (PA) e sponsorizzato da Cogitoetvolo.

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