Newman. La ragionevolezza della fede

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Tracciare la biografia di uomo è sempre difficile. Non basta, infatti, compilare un lungo elenco di aneddoti, significativi o meno. E non serve neanche fare delle sintesi, più o meno meditate, che rischiano di perdere di vista le battaglie interiori, lo sviluppo della sensibilità e del pensiero, i travagli e le scoperte. Per scrivere la vita di un uomo ci vorrebbe… una vita. Quello che i buoni biografi riescono a fare è tracciare un profilo, aprire qualche spiraglio per gettare luce su quegli aspetti che possano permettere al lettore di conoscere un po’ di più una figura del passato e il suo ruolo nella storia di un popolo, di un paese, di una società.

Se poi la vita in questione è quella di John Henry Newman, il compito del biografo, la brava Lina Callegari in questo caso, è ancora più arduo. L’oggetto, o meglio sarebbe dire il soggetto, del suo studio è un uomo di profonda spiritualità, di grande finezza di pensiero e sensibilità d’animo. Un uomo che ha saputo unire al rigore filosofico una ispirazione poetica straordinaria, la cui espressione più nota è l’inno Lead Kindly Light, “uno dei più cantati nelle chiese anglosassoni, siano esse cattoliche, anglicane o protestanti” (pag. 130).

Quasi un’autobiografia in pochi versi:

I . Guidami, luce gentile, attraverso l’oscurità che mi circonda
conducimi tu!
Oscura è la notte, e io sono lontano da casa.
Conducimi tu!
Guida i miei passi; io non chiedo di vedere
orizzonti lontani, un solo passo mi è sufficiente.

II. Non sono mai stato come ora sono;
né mai ti ho pregato di farmi da guida.
Amavo scegliere da solo il mio cammino; ma ora
conducimi tu!
Amavo l’apparenza sfarzosa e, disprezzando la paura,
l’orgoglio dominava la mia volontà; non ricordarti dei miei
anni passati.

III. Così a lungo mi ha benedetto il tuo potere,
che ancora oggi mi condurrà innanzi
attraverso paludi e brughiere, monti e torrenti, finché
la notte svanirà;
e all’alba mi sorrideranno quei visi angelici
che ho a lungo amato e che ho perso.

Sono parole che ben esprimono una caratteristica centrale della vita di Newman: la accanita e piena di speranza ricerca della verità, che, novello sant’Agostino, come è stato chiamato, lo ha condotto dal protestantesimo degli anni giovanili, attraverso la Chiesa Anglicana fino alla conversione al cattolicesimo.
La biografia di di Lina Callegari, a differenza delle molte divulgative che sono state pubblicate in queste settimane attorno alla tanto discussa beatificazione di Birmingham, ha il pregio di essere abbondantemente corredata da brani autobiografici del Cardinale tratti dalla sue lettere, dall’Apologia pro vita sua e dalle altre opere. In questo lavoro di cucire insieme citazioni e riflessioni, inserendole in una cornice di gradevole lettura, sta il valore del libro che presentiamo. Da sempre indicato quale esempio di come è possibile coniugare la fede e la ragione, Newman  ha molto da insegnare all’uomo di oggi. A chi è credente offre ragioni per fondare su rocciose e solide basi razionali l’edificio della propria fede, perchè possa affrontare senza tema il tempestoso frangente culturale in cui viviamo. Per chi non lo è traccia un sentiero intellettuale, da seguire con onestà e rigore, in cerca di risposte profonde.

La prefazione del libro, a cura di uno dei Consultori del processo di beatificazione, getta luce sul significato dell’evento che nelle scorse ore ha fatto versare fiumi d’inchiostro sulle pagine dei quotidiani di mezzo mondo.

 

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Newman. La ragionevolezza della fede
Autore: Lisa Callegari
Genere: Biografia
Editore: Ares
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 432
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.