Noemi, canzoni rosso fuoco

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Se oggi un giovane artista vuole farsi “vedere”, ha molte più strade a sua disposizione di un tempo. Forse non sono tante, ma certo di più di dieci, venti anni fa. Oltre ai soliti concorsi, concerti nei pub e provini da inviare inutilmente alle case discografiche, adesso c’è l’affollato web e la tv con i suoi stagionali talent show.
Proprio da uno di questi talent, “X Factor”, è sbucata nel 2008 Noemi, all’anagrafe romana Veronica Scopelliti. Se non ci fosse andata, forse non avremmo mai sentito parlare di lei, nonostante da anni bazzicasse l’ambiente musicale della capitale e cercasse una seria possibilità per farsi ascoltare.

Sarebbe stato un peccato, perché Noemi è brava e ha quel talento che, non a caso, è uscito prepotente nonostante non abbia nemmeno messo piede nella finale a “X Factor”. È però bastato quel suo timbro di voce agro-dolce, quella sua trasparente passione nell’acchiappare le note, per non passare inosservata.
Così è arrivato il contratto discografico e l’inizio di una bella avventura che ha preso subito la forma di un EP intitolato semplicemente come il suo nome d’arte. Un esordio di carattere, con poche cover, al contrario di altri concorrenti dei talent, e tanti pezzi inediti, tra cui Briciole, che le regala il primo posto ufficiale nei download.

Un debutto con i fiocchi, che Noemi replica con il suo primo cd, Sulla mia pelle, che vende oltre 200.000 copie ed è accompagnato da un duetto di prestigio con Fiorella Mannoia, L’amore si odia, singolo apripista che scala le classifiche.
Il tempo, per Noemi, di partecipare al Festival di Sanremo 2010 con l’ottima Per tutta la vita, e di fare un soddisfacente tour estivo, e poi è già ora di dedicarsi al secondo cd, quello uscito di recente.
S’intitola RossoNoemi e segna un ulteriore salto di qualità dell’artista. Per realizzarlo, Noemi è volata a San Francisco, dove sotto la guida alla produzione di Corrado Rustici, ha messo a punto una serie di brani scritti in buona parte da lei, con l’aggiunta di qualche firma prestigiosa: Federico Zampaglione, Pacifico, Diego Mancino e l’accoppiata Vasco Rossi-Gaetano Curreri (degli Stadio), che hanno composto il singolo Vuoto a perdere, diventato un fulminante hit.

Insomma, per il suo secondo cd, Noemi non si è fatta mancare nulla e non si è risparmiata, giostrando tra generi diversi con personalità. La prova che si sta ritagliando un posto importante nel nostro panorama musicale femminile.

 

La tua fresca carriera annovera numeri importanti in fatto di vendite. Quanto hanno pesato sul nuovo cd?
Moltissimo, ed è per questa ragione che ho voluto fare delle scelte precise nel realizzare l’album. A partire dalla collaborazione con Corrado Rustici, il produttore dei miei sogni, visto che ha lavorato con Whitney Houston, Elisa, Zucchero, Negramaro, per fare dei nomi. Con lui, ho potuto disegnare un sound “caldo”, fatto con strumenti veri e la giusta dose di elettronica, per tratteggiare alla fine quella che sono io oggi.

 

Nel tratteggiarti, sono intervenute anche firme importanti.
È stato un piacere e un onore avere artisti di questa levatura nel cd. Con alcuni, ho avuto la bellissima soddisfazione di scrivere insieme, con altri invece la felicità nel ricevere una risposta positiva alle mie richieste.

 

Spicca, senza nulla togliere agli altri, il singolo composto da Vasco e Curreri. Com’è nata la collaborazione?
Qualche tempo fa, ho espresso a un giornale quanto mi sarebbe piaciuto avere un loro brano, a tal punto che sarei stata disposta a lavare ai due i piatti per un anno. Vasco ha letto l’intervista e ha scritto parole di apprezzamento sul suo sito nei miei confronti. Poi, a sorpresa, è arrivata Vuoto a perdere, che è finita anche nella colonna sonora del film Femmine contro maschi.

 

Rispetto al passato, anche tu hai scritto molti brani. Per quale ragione?
A dire il vero, non avevo intenzione di essere così presente a livello autoriale, anche se ci tenevo a mettere il mio zampino in modo più rilevante nel cd rispetto ai precedenti lavori. Ho proposto le mie idee a Corrado, gli sono piaciute e le abbiamo sviluppate.

 

È scaturito un lavoro che va dal pop al soul al rock, eppure di grande personalità. Qual è il fil rouge che lega questi brani così diversi?
Prima di tutto, la grande qualità di scrittura dei pezzi e la passione con cui sono stati affrontati. Ci sono solo nove canzoni nel cd, ma tutte realizzate con il gusto delle cose come si faceva una volta, e credo che questo si senta al di là degli stili differenti. E poi si è fatta particolare attenzione alle atmosfere sonore e ritmiche, tra vintage anni ’60 e ’80 rinnovato, pop italiano e rock odierno, che si rincorrono nell’album. È un disco molto suonato, e questo gli dà ulteriore coerenza pur nelle diversità dei brani.

 

I testi sembrano descrivere, in genere, passaggi diversi della vita. Quanto sono “tuoi”?
Ci sono brani, come Sospesa o Fortunatamente, che certo rispecchiano alcuni miei stati d’animo, sfaccettature di una vita in cui magari mi sono sentita un po’ in bilico. Ma emergono anche altri aspetti, come nel brano scritto da Zampaglione, Poi inventi il mondo, che racconta i tormenti di questa donna-amante. O ancora Musa, che ho scritto pensando ai miei genitori.

 

Per inciderlo sei andata a San Francisco, la “tana” di Rustici. Ti è piaciuta la città
Tantissimo. Somiglia un po’ a quelle italiane: c’è spesso il sole, gli abitanti sono tranquilli, non dà l’idea della classica e frenetica metropoli americana. Ho anche visitato le case di Janis Joplin: ce ne sono due e una, in particolare, mi ha colpito perché si trova nel verde, vicino a una foresta di sequoie e a un ruscello… Molto bella.

 

Janis Joplin potrebbe essere una tua musa ispiratrice…
Senza dubbio è una cantante affascinante, che amo parecchio, ma mi piacciono in genere personaggi femminili molto forti come Mia Martini, Mina, Milva, l’amica Fiorella Mannoia… Sono donne belle toste, dalla personalità ben definita, delle principesse che si salvano da sole. Non sono, insomma, ragazzine “gnè gnè”.

 

Hai intitolato il cd RossoNoemi non solo per il colore dei tuoi capelli, immagino…
È il mio colore portafortuna, e non è mai facile da portare. Rispecchia un modo di affrontare la vita con grande forza, passione, istinto, amore. Ed è così che ho vissuto la mia esistenza e la musica fino a oggi.

 

Articolo tratto da Dimensioni Nuove

 

Cogitoetvolo