Noi, cittadini del mondo o cittadini globalizzati?

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Allargare i propri orizzonti: oggi è quanto mai necessario, soprattutto in un mondo globalizzato che ha visto, ormai da un trentennio, l’apertura dei mercati con il conseguente annullamento delle frontiere. E’ necessario pertanto acquisire nuovi modi di pensare, anche se il fenomeno della globalizzazione è ancora in atto e non sappiamo dove potrà portarci.
Tuttavia è quanto mai fondamentale rinnovarsi per comprendere il tipo di società in cui viviamo e il ruolo che dobbiamo svolgere, proprio perché oggi si parla di visione globale della realtà. Non è quindi sufficiente essere cittadini del mondo, come si credeva in passato.

Oggi nel XXI secolo, viene chiesto, soprattutto a noi giovani, di comprendere la realtà ed essere a lei contemporanea, proprio per progettare a partire dal presente il futuro, non solo nostro, ma dell’intera società. Quindi l’obiettivo di allargare i propri orizzonti passa in secondo piano, ma resta uno degli obiettivi da conseguire nella propria vita.

Un tempo, infatti, per conoscere ci si spostava, si viaggiava; oggi non è indispensabile, visti i risultati tecnologici ottenuti che fanno entrare il mondo nelle nostre case. Eppure viaggiare – anche se oggi fare esperienza diretta della realtà sembra perdere sempre più significato per la maggior parte delle persone – è lo strumento che ci consente di acquisire quella visione globale delle cose. Il viaggio, l’esperienza diretta sul campo è stato ciò che ha permesso all’uomo di risorgere nei momenti più difficili della sua storia, è sempre stato strumento di conoscenza. Come quando a partire dall’anno mille cominciarono di nuovo a percorrersi le strade carovaniere dell’Asia centrale, partirono le prime esplorazioni con i fratelli Vivaldi e i Polo, e l’uomo riscoprì anche se stesso, l’essere uomo attraverso il confronto con popoli e civiltà diverse.

Per noi giovani è fondamentale fare quella esperienza diretta che ancora internet e i potenti mezzi tecnologici non ci permettono di fare, e quindi i viaggi d’istruzione, ad esempio, che oggi quasi tutte le scuole organizzano, sono vere occasioni, non per farci “sballare”, ma piuttosto per cominciare a vedere e a conoscere, per cominciare a gustare, ad assaggiare, a toccare ciò che è il mondo attorno a noi nella sua diversità e in tutta la sua bellezza.
Sempre per l’annullamento delle frontiere oggi è quanto mai necessario, apprendere altre lingue, oltre la propria, per poter comunicare. A noi giovani spesso viene data la possibilità di partecipare alle vacanze studio all’estero, in cui si entra in contatto con coetanei di altri paesi e quindi con altri modi di pensare, in definitiva viene offerta la possibilità di un confronto con l’altro.

Nonostante viviamo in un mondo globalizzato dove la tecnologia ormai sta anche alla base dei rapporti umani, il confronto diretto con l’altro è indispensabile ed è quello che ancora oggi la tecnologia non è in grado di darci; a tale mancanza il cittadino del terzo millennio deve assolutamente sopperire sfruttando quelle opportunità che gli vengono concesse.

Cambiare la nostra visione delle cose, appunto,  per migliorare sè stessi e la realtà in cui viviamo.