Noia: come vincerla?

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La noia è diventata “una malattia” che affligge una molteplicità innumerevole di uomini e donne di tutte le età, da bambini di scuola elementare a gente più anziana. Ma la noia è sempre da intendere come qualcosa di negativo? Secondo me bisogna distinguere tra quella noia sana che può giovare a noi stessi e quella noia distruttiva, malsana, che a lungo andare può portarci invece ad un auto-annientamento.

La noia sana può essere quella dello studente che tornando a casa dopo una mattinata pesante si distende in maniera scomposta sul divano; può essere quella del padre di famiglia che durante una settimana di duro lavoro trova il tempo per starsene seduto a fissare la TV accesa senza accorgersi di cosa essa stia trasmettendo. ”L’annoiarsi” in questo caso si rivela come strumento per staccare un attimo la spina, staccare la nostra mente per una buona mezz’oretta da tutti quei pensieri e attività, da tutto quello “stress” possiamo dire, che la vita ci porta ad affrontare.

Ma cosa succede quando il troppo stress, i continui impegni che ci costringono a correre si accavallano, non permettendoci di stare fermi un attimo? E cosa succede quando, al contrario, il pomeriggio non abbiamo “niente da fare” e cadiamo nel ricorrere al nostro PC come nostro unico compagno con cui “interagire”? In entrambi questi casi estremi la vita sembra “burocratizzarsi” ed è come se non fosse mai “nulla di nuovo” (è la tipica risposta alla domanda “ciao, come va?” da parte di un amico o conoscente). Si finisce a lungo andare per cadere, come dice Daniel Goleman, in una forma di noia che si presenta come una sensazione di vuoto dell’animo, come una tendenza all’annullamento di ogni sentimento, una nebbia che offusca la nostra vista sensoriale a ciò che fuori dal nostro corpo accade, si finisce per perdere quell’entusiasmo nella ricerca al raggiungere un obiettivo, quell’entusiasmo di apprendere o di scoprire.

Oscar Wilde affermava: “Vivere è la cosa più rara del mondo: la maggior parte della gente esiste, e nulla più”, la noia concorre spesso a farci solamente esistere e a cadere a volte in sbagliate esperienze. Molti fatti di cronaca sgradevoli – atti di bullismo, razzismo, violenze di ogni tipo, divertimenti sfrenati finiti male etc?- che tutti siamo stufi di sentire nei notiziari, sono spesso giustificati solo ed esclusivamente “per noia”, accompagnata a mio avviso da una buona dose di stupidità e incoscienza?

Ma la noia allora è qualcosa di incurabile? Bisogna cadere negli atti da telegiornale per sconfiggerla? Assolutamente no! Propongo delle medicine che vanno assunte, o meglio “vissute”, anche ad abuso di quantità: curiosità, passione e spirito di sacrificio.

Dove è finita oggi la curiosità, lo spirito di avventura, lo spirito della scoperta e della creatività? La passione, intesa come entusiasmo, che è stata definita da molti filosofi come uno degli elementi cardine che distingue l’uomo dalle altre forme di vita? Viviamo in una società dove spesso la TV e i media ci trasmettono falsi valori che ci portano alla cancellazione del sacrificio: dove è finito il sacrificio, ovvero lo sforzo accompagnato dalla forza di volontà per raggiungere un obiettivo? Sono sicuro che una bella marcia all’aria pura di montagna o anche una bella passeggiata rilassante e sana con i propri amici in centro, possibilmente senza spettegolare (statisticamente chi spettegola è più soggetto a noia e ad altri problemi similari), il fare un disegno (anche se sappiamo che verrà una schifezza) o un bel canto, una bella corsa stancante, una nuotata o qualsiasi sport, il cimentarsi in qualche attività manuale, scoprire di avere nuove abilità e soprattutto apprezzare ciò che ogni giorno di bello “normalmente” ci accade affrontando le difficoltà sempre col sorriso sulle labbra, tutto questo non solo sconfigge la noia ma concorre a costruire anche un buono stato di serenità e, perché no, anche di felicità.

Con tutte queste sane attività potremo dire di “vivere” e non “esistere” solamente? ma state pure tranquilli, questa terapia non ci toglierà il piacere del nostro divano, avremo tutti tempo per quella buona mezz’oretta per “buttarci per morti” o fissare senza coscienza la TV accesa!

 

Cogitoetvolo