Non chiudete i libri, aprite la mente!

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Cosa c’è di meglio di una libreria? Il profumo della carta, il brusio della gente, gli scaffali pieni zeppi di cultura. E’ qui che comincia il viaggio di un lettore: horror, romanzi, fantasy, gialli, fumetti. In pochi reparti c’è così tanto da scoprire! Guarda lì: dietro quell’angolo c’è il piccolo principe che scherza con Ulisse. Sherlock Holmes e Agatha Christie sorseggiano un tè mentre Moby Dick nuota tra la gente; Alighieri e Cavalcanti discutono appassionatamente al bar e Harry Potter insegna qualche incantesimo a Pitagora e Don Chisciotte. Follia? No! Basta entrare in una libreria per incappare in simili personaggi, reali o di fantasia.

Immaginate un mondo senza libri. Anzi immaginate Firenze, città di Dante Alighieri e culla del Rinascimento, senza libri. Sembra un’ipotesi assurda, eppure il capoluogo toscano si sta a poco a poco impoverendo delle sue grandi librerie: Seeber, Martelli, la libreria Del Re, Beltrami, la libreria del porcellino, la libreria Della Spada, le Monnier, la libreria internazionale. Sono questi, alcuni dei nomi delle librerie fiorentine chiuse negli ultimi anni. E non è finita qui! Alla lista si aggiungerà a breve anche la libreria Edison di piazza della Repubblica, al centro di Firenze. A quanto pare la causa dell’imminente chiusura è dovuta a mancanza di fondi e problemi finanziari. Eppure si è cercato in ogni modo di evitare la faccenda: tante sono state le manifestazioni, tra cui un flash mob in cui, per circa dieci minuti, grandi e bambini hanno letto ad alta voce la pagina di un libro a loro caro. Nulla da fare, la libreria sarà chiusa! E così, tra lo sgomento dei circa 34 dipendenti, è cominciata la svendita di tutti i libri.

Ora spetta al gruppo Feltrinelli, proprietario dal 2004 dell’edificio in cui risiede la libreria, scegliere cosa fare dell’immobile. Sono due le proposte: la più accreditata è quella che riguarda l’apertura di un punto RED. RED è l’acronimo che sta per Read, Eat, Drink: leggi, mangia, bevi. Un luogo, dunque, dove la vendita dei libri sarà affiancata da quella di prodotti gastronomici e da una zona Wi-Fi.
La seconda proposta, invece, è quella che fa maggiormente storcere il naso: l’idea della Feltrinelli, appoggiata dal Comune di Firenze, è quella di aprire uno store della Apple.

Sebbene l’esito sia ancora incerto, l’accaduto dovrebbe farci pensare: sempre più spesso, il progresso tecnologico ha la meglio su oggetti, per così dire, antiquati o tradizionali. L’esempio più palese è quello dell’e-book, il libro elettronico. Oramai per leggere qualcosa basta un click. Ma siamo sicuri che leggere da un formato digitale sia la stessa cosa che farlo da un libro?
Quando si ha una forte passione per la lettura, capita spesso che un libro riesca ad accoglierti nel suo abbraccio: c’è chi vi ha trovato un conforto in un momento difficile, oppure chi, grazie a quelle parole, è riuscito a prendere decisioni importanti. Pagina dopo pagina, ci si avvia alla riscoperta di sé.

Forse con l’e-book provare emozioni del genere sarà più difficile: l’approccio non sarà poi così intenso. Certo è che l’e-book è più vantaggioso per facilità d’uso e fattore economico, ma il calore della carta stampata non potrà mai essere sostituito da uno schermo.
Allora cosa fare? Forse la soluzione è una sola: leggere. Leggere ovunque e in qualsiasi modo. A scuola, in stazione, sul pullman, a casa, al parco, in montagna, al lago. Con l’e-book o con il tradizionale libro. Per arricchire se stessi e chi ci circonda. Solo così sapremo leggere negli occhi degli altri.

Articolo scritto da Irene De Dominicis

Cogitoetvolo