Non è bello ciò che è bellico: che succede a Mosul e nel mondo

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Cosa capita in questa città  e in quali situazioni geopolitiche si trova?

Mentre noi ce ne stiamo accoccolati nel tepore delle radiazioni dei nostri smartphone, a Mosul in queste ore, questi giorni, succede l’inferno. Cosa capita in questa città e in quali situazioni geopolitiche si trova?

Mosul è la città irachena che nel 2014 era stata conquistata dall’Isis e che oggi è il campo di una battaglia intercontinentale che coinvolge più eserciti e nazioni. Vediamo quali:
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1) USA: l’esercito americano vuole combattere l’Isis, e quest’estate ha collaborato all’operazione Scudo dell’Eufrate intrapresa dalla Turchia a tale fine. Semplice, no? No.

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2) Turchia: Irrigidita e tesa dal tentato colpo di stato del 15 luglio, ha deciso di non potersi concedere in sdolcinatezze neanche nei confronti dei curdi. Difatti, oltre a bombardare lo Stato Islamico, come concordato con gli USA, il presidente Erdogan ha lasciato qualche ricordino esplosivo anche alle truppe della YPG (Unità di protezione popolare curda). E che male c’è? Ma come che male c’è! La YPG è nemica dell’Isis e alleata degli USA!

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3) La YPG e il PKK (Partito per la rivendicazione dei diritti politici dei curdi) hanno stretto amicizia sotto il sole d’agosto, e ciò ha messo in seria crisi le alleanze turche, visto che questa rivendicazione che il PKK cerca la vuole proprio in Turchia, che proprio di diritti umani non se ne intende.
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4) La Russia: last but not least, il misterioso Paese in cui un quarto della popolazione, perlopiù all’insaputa del resto del globo, ha preso la bella abitudine di vivere in rifugi antiatomici. La tensione con gli USA è aumentata dopo il cyber attacco da parte di Mosca che avrebbe quasi compromesso le elezioni presidenziali, offensiva alla quale Washington si è dichiarata pronta a rispondere
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Com’è finita con l’Isis?
Non è mica finita! La festeggiatissima liberazione da parte della YPG della città di Manbij, strappata allo Stato Islamico ad agosto, potrebbe essere compromessa da queste nuove inimicizie. L’intento della Turchia sembra infatti quello di spingere l’Isis verso Raqqua proteggendo i propri confini meridionali e respingendo le iniziative indipendentiste dei curdi.

E la Siria?
Non è esattamente il luogo adatto ad una gita. I ribelli siriani, vicini di casa di quanto detto sopra e anch’essi in conflitto con l’Isis, sono considerati i “moderati” (ammesso che in guerra esista moderazione) tuttavia essi approfittano dei raid aerei turchi per strappare allo Stato Islamico villaggi confinanti con la Turchia stessa.

Tornando a Mosul:
Al summit di Parigi di ieri il premier iracheno ne ha annunciato il bombardamento su tre fronti (a est e a nord della città). Molti i miliziani in fuga (evviva!) ma quanti “i buoni” sfollati o uccisi nel frattempo? E i miliziani che fuggono, dove vanno? Lo scopriremo solo vivendo, o meglio, vedendo.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.