Non lasciarmi

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Un capolavoro di Katsuo Ishiguro racconta il dramma di vite donate senza possibilità di scelta per riflettere sui limiti della scienza nella società.

Hailsham è un collegio come tanti altri, immerso nella verdeggiante campagna inglese. Allo stesso tempo è però un posto molto speciale: i bambini che vivono lì non hanno alcun contatto con il mondo esterno. Tra le pagine della loro quotidianità, fatta di lezioni di arte e letteratura, si insinuano dubbi, frasi pronunciate a mezza voce, conti che non tornano. Nelle menti di questi bambini si affollano le più varie teorie rispetto al loro futuro, già deciso e tracciato dagli adulti che li hanno in custodia. Che significano parole come “donatore” e “assistente”? Qual è la funzione della galleria di creatività tenuta dalla preside, dove finiscono solo alcuni dei lavori prodotti dai bambini? E, soprattutto, qual è il destino che è stato pensato per loro?

Il romanzo di Katsuo Ishiguro, da cui è stato tratto l’omonimo film, racconta una storia complessa, impossibile da comprimere in un unico genere letterario. Per certi versi i protagonisti potrebbero essere definiti come dei Frankenstein moderni e la loro vicenda suscita le stesse riflessioni del romanzo di Mary Shelley. Fin dove può spingersi la scienza, prima di scontrarsi con l’etica? A questo quesito Ishiguro ne aggiunge un altro: fino a che punto la società può lasciarsi guidare acriticamente dal sapere scientifico, senza esserne dominata?

Quella di Kathy, Tommy e Ruth è la storia angosciante di chi ha potere, seppure limitato, solamente sul proprio presente. Il loro passato è avvolto da una nebbia impossibile da diradare: non sanno chi sono, da dove vengono, chi ha dato loro un nome. Sono orfani che nessuno ha voluto? Sono cloni di individui liberi? La loro storia non ha un inizio e ciò genera in loro un vuoto che non riescono a colmare. Nei pochi momenti in cui viene loro concesso di fare delle gite nel mondo delle “persone normali”, i loro occhi non fanno che cercare il loro “originale”, la persona da cui sono stati copiati: «Ognuno di noi, più o meno intensamente, riteneva che quando si incontrava la persona da cui si era stati copiati, era possibile percepire qualcosa di ciò che si era veramente e, forse, intravedere qualcosa di ciò che la vita teneva in serbo per noi».

O sarebbe meglio dire, ciò che la vita avrebbe potuto tenere in serbo per loro. Neanche il loro futuro, infatti, è nelle loro mani e il lettore ci si scontra subito, dalle prime pagine in cui incontra una Kathy ormai adulta, voce narrante di questo romanzo. Il loro destino è quello di donare i propri organi per salvare persone sconosciute, gli abitanti di quella realtà che a loro è sempre stata preclusa.

Perché leggere una storia di cui si conosce il finale e di cui non si può sapere l’inizio? In fondo il valore di questo libro, così come quello della vita, sta nel contenuto che intercorre tra questi due paletti. Nascita e morte sono le due parentesi in cui scriviamo il nostro tempo sulla terra; sono l’inizio e la fine che non decidiamo né comprendiamo. Ishiguro descrive uno scenario agghiacciante, eppure molto più probabile di molte altre distopie immaginate dagli scrittori contemporanei. Un vaso di Pandora di temi che richiedono più di un momento di riflessione e soprattutto di presa di posizione.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Non lasciarmi
Autore: Katsuo Ishiguro
Genere: Romanzo
Editore: Einaudi
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 291
Federica La Terza

Una fonte inesauribile di idee che sprizzano fuori dalla mia testolina in una cascata di ricci. Ho tre grandi passioni di cui sono certa non riuscirò mai a fare a meno: la lettura, il karate e la pittura. Sono estremamente curiosa e assetata di conoscenza come una bimba nei suoi primi anni di vita. E come i bimbi ho un caratterino mica da ridere…