#NonCasco+

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Nasce sui banchi di scuola il casco salvavita che avverte i genitori del ragazzo in sella al motoveicolo se il tasso alcolemico nel sangue del figlio è elevato.

Secondo i dati riportati dall’Istat, nel 2015 in Italia gli incidenti stradali sono stati 173.892. Il numero delle vittime, per la prima volta in crescita dal 2001, è salito a 3.419, mentre è a quota 246.050 il bilancio dei feriti. Si tratta di dati allarmanti, soprattutto se si considera che la fascia d’età più colpita è quella dei giovani tra i 20 e i 24 anni e che l’aumento del tasso di mortalità interessa i conducenti di veicoli a due ruote. Una tragedia che si consuma quotidianamente sulle strade di tutta la penisola e a cui sembra impossibile porre freno. Nelle ultime settimane, infatti, si sono susseguite senza sosta su quotidiani e telegiornali le notizie di tragici incidenti stradali. Dal sinistro verificatosi a Cagliari la mattina del 17 settembre in cui sono rimasti vittime tre ragazzi di età compresa fra i 18 e i 25 anni allo schianto che è costato la vita a un giovane di appena 16 anni sulle strade di Poggio Sorifa, in provincia di Macerata, la sera del 30 settembre. Fino al devastante incidente che venerdì 23 settembre ha distrutto un’intera famiglia ferma al casello di Rondissone, sulla Torino-Milano: l’automobile, travolta da un tir che procedeva a tutta velocità, è stata scaraventata duecento metri più avanti. La moglie e il marito sono morti, lasciando orfani i tre figli, rispettivamente di due mesi, 3 e 9 anni. Il conducente del tir, che secondo le testimonianze era ubriaco e faticava a reggersi in piedi, è stato arrestato a più di 40 chilometri di distanza dal luogo dell’impatto e rischia fino a 18 anni di carcere.

Nasce così, sui banchi di scuola, fra quei ragazzi che sono spesso le principali vittime di incidenti stradali, un progetto per limitare il più possibile il numero di decessi di giovani e giovanissimi. L’idea, che porta la firma degli studenti dell’Istituto Gae Aulenti di Biella, è semplice, quanto efficace: un casco salvavita che, tramite un sms spedito automaticamente, avverte i genitori del ragazzo in sella al motoveicolo se il tasso alcolemico nel sangue del figlio è elevato. Il funzionamento del sistema si basa su una scheda che, attraverso dei sensori, oltre a verificare il livello di alcol del conducente, ne rileva il battito cardiaco e accerta l’eventuale presenza di monossido di carbonio o di polveri sottili. Tramite un Gps, infine, riferisce l’esatta posizione del ragazzo alla guida. L’obiettivo è garantire l’incolumità dei giovani guidatori che spesso non comprendono quanto l’assunzione di alcol renda più lenti i riflessi, riduca la capacità di concentrazione e provochi sonnolenza, compromettendo la loro sicurezza e quella degli altri. Come racconta Giuseppe Aleci, il professore di elettronica che ha supervisionato il progetto, sono stati gli stessi studenti a proporre l’idea. Dal momento che esistono già autovetture in grado di rilevare il tasso di alcol, hanno pensato di trasferire il meccanismo anche sui veicoli a due ruote così da fornire a sempre più persone un dispositivo che possa salvare loro la vita. Il progetto, che si chiama “NonCasco+”, ha già attirato l’attenzione di qualche casa produttrice e figura tra le 35 start-up selezionate che saranno in mostra al Maker Faire Roma dal 14 al 16 ottobre. La speranza è che il casco salvavita brevettato dagli studenti di Biella cominci a essere prodotto in serie, così da aiutare molti altri ragazzi come loro a non “cascarci più”.

Frequento il liceo classico in una cittadina vicino a Torino. Amo scrivere perché confido nel potere liberatorio della scrittura e sono convinta che essa sia, al tempo stesso, il più efficace mezzo di introspezione e il più diretto strumento di apertura verso il mondo. La mia speranza è di riuscire a raccontare e a raccontarmi.