Nostalgia d’infanzia

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 E’ inutile cercare di dimenticare, siamo cresciuti tutti alla scuola della TV dei ragazzi di mamma RAI. Formati o sformati non importa, abbiamo avuto tutti, chi più chi meno, contatti con Mago Zurlì, la Fata Muccona, i pupazzi animati di Velia Mantegazza, I ragazzi di Padre Tobia, Sbirulino e  Goldrake. Vuotiamo tutti il sacco dei ricordi: qual era il vostro personaggio preferito? Il cartone animato, il programma, il personaggio "da non perdere" al punto che vi è quasi dispiaciuto crescere e doverlo abbandonare. Chi sono gli antenati di Tonio Cartonio e Lupo Lucio? Penelope Pistop? Mototopo e Autogatto? Pippi Calzelunghe o il dolce Remi? C’è ancora qualche sigla che canticchiate, che vi parte in automatico dentro la testa?

Nel sacco dei ricordi c’è sicuramente “Ma cosa mi dici mai?!…strapazzami di coccole!” Chi è che non capisce di chi sto parlando? Queste sono le espressioni celebri del grande Topo Gigio, compagno di lunghi anni di tutti i bambini con la sua tenerezza, impertinenza, ironia e allegria!
Colui che ha attraversato con alterna avventura la storia della televisione italiana! Rimane il simbolo di una televisione pulita e pensata; non ancora inquinata dalla banalità, dalla volgarità e dal chiacchiericcio. Una tv che si guardava volentieri sin dalla tv dei ragazzi. Pensiamo allo Zecchino d’oro, il programma che è la nostalgia di tutti, e per associazione di idee saltano subito alla mente: il mago Zurlì (per coloro che sono più avanti negli anni), il coro dell’Antoniano di Bologna diretto da Mariele Ventre, e il grande  Topo Gigio. Ritornelli che ci hanno accompagnato negli anni della nostra infanzia. E che d’incanto, ricantadoli, fanno riaffiorare i momenti più felici.
Da Quarantaquattro gatti (in fila per 6 col resto di 2), al Valzer del Moscerino. Da Volevo un gatto nero a Cocco e drilli. Da Popoff a Sitting Bull. Da E’ meglio il Mario a La ballata degli elefanti, ll coccodrillo come fa?, Metti la canottiera….La vecchia fattoria e tantissimi altri successi più recenti!

Ma continuando a sfogliare il nostro album della memoria non ci viene in mente nessun nome di questi piccoli protagonisti che hanno segnato un’epoca gloriosa della tv, ma rinominare i titoli delle canzoni fa venire i lucciconi agli occhi! Ricordo che durante lo Zecchino d’oro ero incollato alla televisione e appena finiva andavo a comprare la musicassetta Coro dell’Antoniano!
 Ho dei ricordi nitidissimi; da quando facevo le elementari era considerato un evento! Che cosa è cambiato in questi anni? Forse la troppa concorrenza che fa sì che questo evento sia uno come tanti altri…

Un appuntamento che da 50 anni rappresenta uno spaccato culturale del nostro Paese.
Per lo storico Zecchino D’oro le candeline da spegnere sono tante: la prima edizione andò in onda nel 1959. Ogni anno l’Antoniano, attraverso la trasmissione, raccoglie fondi da destinare ad opere concrete in favore delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo di ogni continente. Dopo la morte di Mariele Ventre, gran parte delle iniziative della manifestazione sono dedicate a lei e nel 2003, in occasione del suo quarantennale, il Piccolo Coro è diventato ambasciatore Unicef nel mondo.

Senza farci travolgere dalla nostalgia possiamo dire che lo Zecchino d’oro è una parte della nostra infanzia che rimane, e ci piacerebbe potesse rimanere anche nella memoria delle nuove generazioni!

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.