Nove mesi da raccontare

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Nove mesi, quaranta settimane, duecentottanta giorni.
Per alcune donne questi mesi volano via senza nemmeno accorgersene, quasi durassero quanto un battito d’ali di farfalla.
Per altre, invece, il tempo si dilata, scorre via con pacatezza e lentezza, quasi volesse inconsapevolmente prolungare questo meraviglioso e irripetibile stato di grazia.
Ma tutte, tutte le donne hanno sempre ben in mente la meta finale, quell’attimo che condensa in sé l’emozione di una vita intera. Quel momento in cui ogni mamma potrà sciogliersi in un abbraccio, colmo di amore e di tenerezza per quella creatura nuova, che si guarda sempre con un misto di meraviglia e timore.

Perché la gravidanza è fondamentalmente questo: tempo di attesa, tempo di crescita, tempo di scoperta. L’attesa, la tensione continua è sempre accompagnata dal fascino della scoperta di una condizione nuova, dove tutto, dai colori agli odori, dai suoni ai sapori, ha una sfumatura diversa.
La vita stessa viene guardata con occhi completamente nuovi, proprio perché si è consapevoli di essere gli assoluti protagonisti di un processo di crescita. Non solo crescita di un bambino, secondo un ritmo così misteriosamente scandito dallo scorrere dei mesi, quasi vi sia una mano invisibile a disegnarne i lineamenti, ma anche crescita della madre e del padre insieme, che imparano, giorno dopo giorno, a conoscere e a captare la presenza di una creatura nuova, da essi distinta ma ad essi intimamente e indissolubilmente legata.

E se in passato lo scorrere dell’attesa era scandito solo dalle fasi lunari, le future mamme di oggi possono ritenersi senz’altro più fortunate. Appositamente per loro, infatti, sono state concepite delle applicazioni, per smartphone e tablet, che permettono di realizzare un vero e proprio fotodiario della gravidanza, perché quei magici momenti non vengano più affidati solo ed esclusivamente alla caducità della memoria, ma rimangano fissati in maniera indelebile, quasi fossero capitoli di una storia.
Sebbene nessuna parola potrà mai riuscire a esprimere la fitta rete di emozioni, possiamo comunque dire che la gravidanza, in fondo, è questo. Attesa, crescita, scoperta. Ma è anche una piccola storia. Una storia da raccontare.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.