Oggi è diverso

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“Tutti hanno tutto. Nessuno sa più cosa vuole”. Una frase che sulla bocca di esperti e psicologi sembra più essere una facile battuta da copione che altro. Ma se a pronunciarla è un ragazzo, della mia e della tua età, e se questo ragazzo appartiene alla grande categoria di adolescenti mantenuti dai genitori come prìncipi, allora la facile battuta da copione diventa il risultato di una riflessione. E la scena è subito chiara.

La sveglia urla che è ora di alzarti. Ma oggi non ti basta più: non ti basta più sapere che devi alzarti perché la scuola è obbligatoria. Non bastano i primi raggi di sole che ti sorridono dalla finestra, e neppure le incitazioni di mamma. Con fatica poggi i piedi a terra e, mosso da un estremo senso del dovere, a scuola ci vai con la promessa però che qualcosa deve cambiare. Perché la mattina, quando la giornata accende i suoi riflettori, vorresti alzarti e scoprire che quel giorno sarà per certo diverso da ieri. Perché anche se hai 17 anni vorresti stupirti e meravigliarti come un bambino, anzi ancora di più, perché hai la consapevolezza di poterlo fare. Ti sembra di avere tutto ed effettivamente hai tutto: l’Iphone sul comodino, il Moncler appeso all’ingresso, genitori che assecondano ogni tuo desiderio, e poi, sì, neanche gli amici mancano…

Sei alla ricerca di quell’ingrediente in più che possa rendere una giornata nuvolosa la più bella dell’anno. Almeno per te e per chi ti sta attorno. Ma ti trovi in mano una ricetta che non ha gli ingredienti specificati e neppure il procedimento: c’è uno spazio bianco che devi riempire tu. Non sai da dove cominciare, non sai neppure che cosa cercare… però decidi che è meglio vivere a colori piuttosto che in bianco e in nero e che preferisci il mistero alla soluzione di un enigma già risolto.

La sveglia ti dice che è ora di alzarti. Oggi è diverso, oggi hai un sogno da inseguire: devi scoprire gli ingredienti della tua ricetta. Ti ci metti d’impegno perché non vuoi accontentarti della vita o nasconderti dietro al non ho nulla di cui lamentarmi, ho tutto. Vuoi amarla questa vita, vuoi amare ogni giorno come se fosse il primo. Così semplicemente, senza tante complicazioni. Andando a scuola vedi un barbone che chiede l’elemosina e ti chiedi come può lui amare la vita, ti sembra di leggere tristezza nei suoi occhi, però non sei sicuro. Vedi due innamorati che si tengono per mano, vedi i loro occhi brillare, sì, sei sicuro, loro sono felici, amano la vita. Poi ti soffermi sulla vetrina di un negozio e scorgi due occhi verdi che ti fissano, proprio come i tuoi, e riconosci te stesso. In quello sguardo ci sono le stesse paure di un qualsiasi ragazzo della tua età, e poi vedi anche lui, il tuo sogno in miniatura, come un bagliore nel buio della notte. È lontano ma c’è e ti senti subito meglio. Riprendi a camminare per andare a scuola, e ragioni ancora sul quel verbo: amare, amare la vita. Ti vengono in mente le lezioni di catechismo delle elementari quando ti parlavano di quel Gesù morto per amore. Ma si può morire per amore? E vivere per amore? Non l’amore dei film di Moccia, no, l’amore con la A maiuscola. Quello che rende una giornata nuvolosa la più bella dell’anno. Quello che ti fa dimenticare di te stesso per dare spazio agli altri. Quello che lascia il segno, un solco nel cuore di ognuno. Quello che è capace di muovere le montagne… dov’è che l’avevi letto? Non ti ricordi, ma ora non ha importanza…

Non ci capisci molto ma qualcosa ti dice che la strada è quella giusta, anche se lunga e magari in salita. Forse, e sei sempre più convinto, riuscirai anche tu a scrivere la tua ricetta. Un ingrediente l’hai già trovato: inizia con la A.

Ventenne, con tanti sogni e progetti. Intanto studia Lettere Moderne. Quando può prende la valigia e se ne va. Non importa dove: ama viaggiare come scrivere. Si annoia facilmente, per questo ha aperto il suo blog www.ilblogletterario.com dove parla del bene e del bello nascosti nella quotidianità.