Oltre la cura, oltre le mura: se i detenuti incontrano i bambini malati

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Cos’hanno in comune i bambini malati e i detenuti?  La dott.ssa Gloria Pelizzo, chirurgo pediatra, Direttore di Chirurgia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia lo spiega nel libro “Oltre la cura… oltre le mura”, che racconta di un progetto in cui due mondi, apparentemente senza punti in comune, incontrandosi, possono fare miracoli ed essere motivo di speranza.

«L’accudimento ce l’ho nel sangue». Gloria Pelizzo, infatti, già a 8 anni si ritrova a fare il “medico”, dovendosi prendere cura della mamma gravemente ammalata. E così, dieci anni dopo, senza esitazioni, decide di iscriversi a medicina all’ateneo di Ferrara, dove ha conosciuto il suo primo maestro di medicina ma soprattutto di umanità. Da lui ha infatti appreso che la prima cura è abbracciare i bambini ammalati. Un altro grande maestro l’ha incontrato poi a Lione, un chirurgo neonatale da cui ha imparato l’importanza di ascoltare i pazienti, parlare con loro e soprattutto amarli.

Gloria Pelizzo è un medico che si “prende cura” per davvero, la cura del bambino ammalato va oltre la terapia o l’operazione chirurgica: “prendersi cura” vuol dire  sostenere il bambino anche quando non c’è possibilità di guarigione, significa capire il suo dolore e quello della famiglia, che va sostenuta soprattutto quando la società attorno a sé la lascia sola e la spinge piuttosto a sbarazzarsi di un figlio non ancora nato, perché con malformazione congenita. La dott.ssa Pelizzo è, tra l’altro, infatti, uno dei pochi esperti di chirurgia fetale che opera i bambini non ancora nati per correggere malformazioni gravissime e dar loro la possibilità di nascere e poi crescere con la loro mamma e papà. Mentre in Olanda i bambini con spina bifida vengono uccisi, lei li opera; mentre anche in Italia spesso la terapia consigliata alle mamme è l’ “aborto terapeutico”, lei li cura per davvero: estrae i piccoli bambini, anche di sole 22 settimane, ripara il difetto congenito, rimette il bimbo nella pancia della mamma e non aspetta altro che poi esca dal pancione dopo nove mesi, quando sarà ora di nascere.

Insomma, mentre il mondo considera i bambini ammalati degli “scarti”, lei intravede la bellezza della vita prima che nascano. Ha intravisto la speranza e il bene anche in un’altra categoria di “scarti”: i carcerati. Ed è così che ha aperto le porte del suo reparto ai detenuti che, come spesso accade anche ai bambini negli ospedali, vivono nell’isolamento e dietro le sbarre. I carcerati, che conoscono la sofferenza, riescono ad immedesimarsi nel dolore altrui, diversamente da come forse si sarebbe portati a pensare. Ad esempio, quando un carcerato ha saputo che i bambini in ospedale stavano su letti con le sbarre, si è dispiaciuto talmente tanto che con gli altri detenuti ha fatto una colletta per contribuire all’acquisto di nuovi lettini: «Ma come? I bambini dietro le sbarre? Non è giusto. Noi ce le siamo meritate, ma loro che colpe hanno?».

È così che è nato il progetto “Oltre la cura… oltre le mura” in cui i bambini dell’ospedale ricevono grande aiuto dai detenuti che se ne prendono cura in vari modi, tra cui aiutando a ristrutturare il reparto durante questo periodo di crisi in cui mancano i soldi per comprare nuovi lettini senza sbarre, grazie al reparto di falegnameria del carcere; oppure cuocendo per loro Gli amicotti, dei buoni biscotti venduti per beneficenza. I detenuti hanno così modo di riscattarsi, aiutando persone innocenti come i bambini, hanno tanta voglia di cambiar vita, rinascere e fare del bene.

Un’ulteriore dimostrazione di come il bene e l’amore, la speranza e la vita, nonostante tutto, riescono a crescere forti anche in mezzo al dolore e al male.

 

 

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"